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Set
12

Monti basta e Monti bis di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Ci sono argomenti artificiosi, agitati più o meno consapevolmente per creare confusione e che sprecano energie che andrebbero impiegate più utilmente, anche perché smarrimento e confusione non mancano nell’attuale fase che la società italiana attraversa. Monti bis o Monti basta: che senso ha porre la questione? Un governo tecnico è per sua natura un fatto straordinario, una eccezione a durata limitata. Il dopo lo decideranno i partiti, soprattutto gli elettori, con conseguenti possibili alleanze. La precarietà che regna tra gli schieramenti e dentro gli schieramenti è segnalata clamorosamente dallo stallo della nuova legge elettorale, in mancanza della quale è ancora più velleitario interrogarsi sul dopo voto di primavera.
Per troppe ragioni non siamo né la Francia né la Germania, dove il voto consente subito di capire che cosa gli elettori hanno scelto e che governo vogliono. Da noi prevale un rumoroso e inconcludente chiacchiericcio, come per i timori sempre più diffusi sui possibili consensi al movimento Cinque stelle, massimo trionfo dell’anti politica che sgomenta i partiti. Anche il sistema dei media vi contribuisce come per la presunta trattativa Stato-mafia e il protagonismo dei pm di Palermo enfatizzato da settori dell’informazione con una campagna irresponsabile contro il Quirinale.
Il Paese segue in modo distratto e sfiduciato, alle prese con i problemi reali di una crisi a cui le chiacchiere “prevalenti”non sembrano offrire elementi utili di possibile soluzione.

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