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Gen
08

Monti di promesse di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


A mano a mano che ci si avvicina alla data del 24 febbraio cresce la disinvoltura con cui alcuni illustri aspiranti all’investitura delle urne per governare l’Italia elargiscono promesse d’ogni genere con la convinzione che ciò possa servire a garantirsi il consenso elettorale. Al tempo stesso costoro, con altrettanta disinvoltura, smentiscono ciò che fino a quale settimana prima avevano affermato. Che si comporti così un personaggio come Silvio Berlusconi non sorprende: ci siamo abituati, anche se ormai sta superando se stesso nelle acrobazie che lo portano a dire una cosa e, dieci minuti dopo, esattamente il suo opposto. Sorprende, invece, che sulla stessa china stia scivolando il professore Mario Monti. Il quale ormai ogni giorno promette di fare, se gli riuscirà di tornare a Palazzo Chigi, delle cose che sono l’esatto contrario di ciò che ha fatto e detto in questo anno di governo. Due esempi per tutti. Il primo: dopo aver dichiarato, non più tardi di quindici giorni fa, di non apprezzare la personalizzazione delle liste, ha deciso che non solo la lista unica per il Senato, ma tutte le liste della coalizione centrista per la Camera avranno nel simbolo il suo nome a caratteri cubitali. Il secondo: dopo aver affermato nella conferenza di fine anno che se si abolisse l’Imu sulla prima casa si sarebbe costretti l’anno successivo a raddoppiarla, ha dichiarato qualche giorno fa tranquillamente che l’Imu si può abolire.
Di questo passo, dove si arriverà nelle prossime settimane? Riuscirà chi sta conducendo la propria campagna elettorale all’insegna della concretezza, della serietà, dell’onestà – come Bersani – a non farsi trascinare in questo ingannevole gioco al rialzo? C’è da augurarsi che ci riesca e che ciò paghi.

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