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Ott
29

Nel “no Monti” chi perde e chi raddoppia di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Quando gli estremi si toccano…
Nelle strade di Roma si celebrava il “No Monti day”, benedetto da Susanna Camusso e da Di Pietro, con diverse migliaia di persone in corteo dietro cartelli che chiedevano la testa di Mario Monti e di Elsa Fornero, involontari paraventi per le ormai solite, scontate scorribande di incappucciati che, sovvertendo le pacifiche intenzioni dei manifestanti, imbrattavano muri, spaccavano cassonetti dell’immondizia (ovviamente indifferenziata), sparavano petardi contro polizia e carabinieri.
Contemporaneamente in una villa della Brianza, villa Gelmetto, una delle tante di proprietà di Silvio Berlusconi, si celebrava un altro “No Monti day”, quello al quale il Cavaliere ha invitato in una conferenza stampa dove la presenza dei giornalisti era schiacciata dalla massiccia e plaudente partecipazione di supporter e dirigenti del Pdl tra cui spiccavano particolarmente le signore (ex ministri del governo caduto un anno fa) Brambilla, Santanché e Gelimini.
Nessuna meraviglia se rimarrà inascoltato l’invito di Napolitano e dei governanti dei maggiori paesi europei a non disperdere ciò che di buono il governo Monti è riuscito a fare e i sacrifici che gli italiani hanno fatto sotto la sua spinta. Nel “tanto peggio, tanto meglio” si sono spesso realizzate nel nostro paese le più innaturali e rovinose alleanze. Speriamo che non accada anche questa volta.

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