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Giu
10

« Non lasciatevi rubare la speranza (Papa Francesco dixit) »

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uale speranza c’è in un paese lacerato dalle diseguaglianze sociali, dove l’interesse del paese è di primaria importanza, invece si continua a cincischiare, ma non solo con l’ingerenza di chi non ha voce in capitolo e farebbe a star zitto.
Quale speranza c’è, nel vedere la bilancia della giustizia piegata a volte nell’ingiustizia più eclatante, due pesi e due misure a seconda il ceto d’appartenenza, la galera certa per chi ruba per fame, mentre chi evade milioni di tasse continua tranquillo la sua vita di lussi quotidiani.
Quale speranza c’è, quando milioni di persone stentano a sopravvivere con 1.000 euro al mese, e si legge sui giornali che i parassiti della Casta piangono miseria con le loro grasse prebende, oppure ricchi vitalizi con pensioni varie.
Con quale speranza, i cittadini possono avere fiducia in questa politica fatta di subdoli ricatti e da urlii beceri, l’etica istituzionale è rimasta a pochi, figure che lasceranno il segno per aver dato alla Repubblica il meglio di loro stessi, ancor meno.
Con quale speranza, i giovani potranno avere un futuro certo, non certo vivere eternamente nel precariato del lavoro, di non realizzare il sogno di una famiglia, di dare un furo ai loro figli.
Con quale speranza, si potrà avere un paese liberato dal cancro della corruzione e tangenti, dalle oscure trame della malavita organizzata nelle istituzioni, avere dei rappresentanti politici onesti e non certo pluricondannati o da condotte indecenti.
I nostri padri dicevano che “la speranza è l’ultima a morire”, ma quel che stiano vivendo è una continua agonia d’incertezze, non per essere pessimista, ma l’unico barlume di speranza sarà che questa nuova gioventù porti al cambiamento, ricordandoci che “la speranza è un sogno fatto da svegli” (Aristotele) .

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