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Set
09

Non poteva sapere di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Ha fatto bene il cavalier Berlusconi a rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo per chiedere ad una autorità internazionale quella giustizia che gli viene negata in Italia. Così si farà conoscere meglio e apprezzare ancor più in Europa. Infatti nel ricorso di 33 pagine stilato dai suoi legali, contro la sua decadenza da senatore e la ineleggibilità per il futuro, sostiene una cosa semplicissima: la legge Severino (che stabilisce la non candidabilità al parlamento di persone che abbiano subito una condanna definitiva superiore a due anni per reati infamanti) è stata approvata, a stragrande maggioranza – e quindi anche dal Pdl – appena un anno fa, quando Berlusconi non era stato ancora condannato, per la terza volta e in via definitiva, e per di più per un reato commesso alcuni anni prima. Insomma, quella legge, sostiene Berlusconi (e con lui all’unisono i suoi cortigiani) non può essere retroattiva. Cioè lui, quando frodava il fisco del suo paese, non sapeva che ciò avrebbe potuto in seguito impedirgli di farsi eleggere deputato o senatore. Era lontano dalla sua immaginazione, dal suo stile di vita, dalla sua morale l’idea che un uomo politico, anche se riscuote molti voti alle elezioni, abbia il dovere di non frodare il fisco, cioè lo Stato, cioè i suoi concittadini. Se lo avesse saputo, lo sventurato avrebbe adottato le opportune precauzioni e avrebbe fatto in modo di non farsi cogliere con le mani nel sacco fino alla condanna.
E quindi oggi è inammissibile che, avendo commesso quel reato allora, …a sua insaputa, cioè ignaro delle conseguenze, venga ora invitato a lasciare Palazzo Madama. Questa è persecuzione bella e buona. Vedrete che a Strasburgo gli faranno un monumento, o quanto meno lo inseriranno nell’albo delle vittime del comunismo. Una menzione d’onore dovranno riservarla, però, anche a quei sei costituzionalisti che gli hanno firmato il parere “pro veritate” a sostegno della non retroattività della legge Severino. Infine un supplemento-premio di pensione anche a Luciano Violante, in modo che possa dedicarsi meglio allo studio dei diritti alla difesa di tutti, anche dei cittadini onesti.

* Per commenti a questo articolo potete scrivere a direttore@altroquotidiano.it

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