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Giu
29

« Non sono rose e fiori nei partiti »


Ormai il teatrino della maggioranza “fai da te” è un classico, con la scusa di dirimere o cercare il peluzzo a seconda di come gli gira, tirano a campare sugli scranni meditando strategie per allungare il brodo.
Vista l’aria guerrafondaia dei soliti del quartierino, il Colle giustamente ha rilevato che è : «Necessario l’accordo sulla legge elettorale, ma difficili riforme più radicali in clima da fine legislatura» ; precisando altresì che : «le tensioni che si manifestano anche in rapporto alla prospettiva delle elezioni per il rinnovo, nell’aprile del 2013, della Camera e del Senato».
Quindi il monito non fa una piega, visto che il tempo corre, la prima grande riforma dovrebbe essere quella elettorale, invece di menarsela con quella buffonata del “senato federale” tanto caro ai cispadani, la richiesta di una maggiore attenzione e ponderazione modifiche costituzionali è quanto mai giusta e degna della massima attenzione.
Ma come al solito, il classico ‘pierino’ doveva dire la sua, e chi poteva essere se non lo stanco ed affaticato Cicchitto, in una nota dell’ANSA, ci ha illuminato del suo pensiero : “L’autonoma determinazione dei partiti e la libera dialettica parlamentare non possono evidentemente essere annullati o eterogestiti attraverso interventi fatti al di fuori della normalità del confronto in Parlamento”.
Questo conferma i più foschi pensieri della reale capacità di fare ed apportare riforme sostanziali, salvo che siano a loro beneficio o fare do ut des con i soliti cispadani ; ergo si tira a campare perché questi di fare qualcosa per il paese realmente non ci pensano proprio.

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