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Nov
06

Non tutti sono uguali


E’ opinione diffusa che i dipendenti comunali e statali siano un carrozzone che rallenta la pubblica amministrazione e non la fa funzionare come dovrebbe. Siccome conosco molto bene il settore posso anche dire che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Brunetta detto Padre Pio, con il suo giro di vite, ha fatto guarire numerosi malati cronici che ogni anno si prendevano una buona fetta della loro “malattia”, quantificata con una percentuale pari al 60% in meno di certificati. Ma l’ex ministro e gli altri ben pensanti non hanno calcolato anche i malati veri, quelli con patologie gravi accertate, quelli che aiutano un familiare a carico gravemente offeso dalla malattia. E’ pura demagogia e qualunquismo trattare male i dipendenti dello stato. Eppure oggi sono in atto gli “spacchettamenti” delle società nelle quali i comuni hanno una buona fetta, per poterle dare in gestione al privato. Ma la differenza allora dov’è? Parafrasando un vecchio detto, il pesce inizia a puzzare dalla testa. Nella PA ci sono degli ottimi elementi a partire dagli uscieri fino ad arrivare ai laureati che, non trovando sbocchi “esterni”, hanno ripiegato sul posto fisso. E sono tutti dipendenti che potrebbero essere valorizzati per quello che sono e che sanno fare. Renzi ha “pescato” all’esterno manovalanza che poteva essere cercata all’interno del comune in quanto già stipendiata. E’ impensabile con un colpo di spugna cancellare tutto e tutti. Si calcola che i dipendenti dello stato siano all’incirca oltre i 3 milioni (Sanità, giustizia, scuola, polizia, esercito) quindi all’incirca oltre 6 milioni di individui, calcolando anche i nuclei familiari, che si “nutrono” con questi denari. E sei una buona percentuale di queste persone perdesse il lavoro che fine farebbero i consumi per esempio? Ma sopratutto come farebbe la macchina statale a controllare i servizi che lei stessa ad oggi offre? Leggetevi questo piccolo post sui dati per capire meglio chi assorbe più danari e dove in realtà potremmo realmente “tagliare” senza fare fuori nessuno.
Renzi è stato uno dei primi a cavalcare l’onda Brunetta, mettendo al bando i suoi stessi dipendenti che ogni giorno si interfacciano con la città che lui amministra, senza cercare di capire che non è la radice che va estirpata ne tacciata per marcia, ma un meccanismo di totale disinteresse tra chi dovrebbe avere responsabilità e l’ultimo dei dipendenti. Nella pubblica amministrazione c’è gente che si compra la carta igenica, le penne, riassembla vecchi computer perchè non ci sono soldi per comprarne dei nuovi, tanto per citare qualche esempio. L’università ha presentato dei progetti validi, scartati a priori alle alte sfere, cercati all’esterno e profumatamente pagati a personaggi di spicco a livello mondiale, solo per dire che noi abbiamo la Stazione Foster, perchè una stazione o una pensilina fatta nella stessa maniera da Mario Borgogni, studente universitario, pare brutto. Di fatti realmente accaduti ce ne potrebbero essere a bizzeffe, ma questo breve post dovrebbe servire al lettore a far capire che non tutti i dipendenti sono uguali e che bisognerebbe cercare di ricucire questa scollatura che sicuramente a qualcuno fa molto comodo.
Perdonate questo mio breve escursus sui dipendenti statali, ma è un suggerimento che do a loro per continuare a fare le cose sempre in maniera professionale e con tanto amor proprio, ricordando che i presidenti passano ma gli uomini restano.

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