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Dic
07

OLTRE LE PRIMARIE di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Dinnanzi ad una crisi profonda che viene da lontano – aggravata da una corruzione pervasiva e da una “videopolitica” distorsiva e banalizzante – le primarie appaiono come un tentativo di supplenza per un circuito democratico che si vorrebbe allargato a cittadini volenterosi e sensibili, oltre alle solite truppe cammellate dei diversi candidati. Ma al Pd non bastano le primarie. E’ urgente un’identità chiara e forte, che superi questa perdurante distinzione tra ex comunisti ed ex democristiani. Nell’incapacità di una vera sintesi, certo difficile ma indispensabile, si finisce per rappresentare un mero blocco antiberlusconiano, vecchio o nuovo che sia.
Urgono politiche di governo profondamente rinnovate per uscire dalla crisi e stare originalmente in Europa con la capacità di costruire alleanze per una vera caratterizzazione euro-mediterranea con la centralità della nostra questione meridionale.
Non meno rilevante però è la definizione di una forte ispirazione ideale ed etica completamente riconoscibile negli uomini , nei comportamenti, nelle scelte coerenti. Gli esiti delle precedenti primarie – da quella di Prodi alle più recenti di Bersani – non hanno dato risultati esaltanti, lasciando il campo all’autocompiacimento e all’autoreferenzialità.
La sfida resta dunque quella della costruzione di un partito davvero democratico secondo il profilo definito nella nostra Costituzione. Anche la sfida della nuova legge elettorale, dopo la bocciatura del “porcellum”, è parte non secondaria delle nuove urgenze. Dunque è questo l’insieme gravoso dei problemi che stanno di fronte al Pd. Con essi dovrà fare i conti chiunque dei tre valorosi sfidanti prevarrà nella contesa.

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