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Mar
31

« Ora bisogna cambiare le regole del gioco »

bersaglio_mobile

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sando il linguaggio forbito, dovuto alle istituzioni, Il premier Matteo Renzi è stato ospite in diretta a “Bersaglio mobile”, il programma in seconda serata condotto da Enrico Mentana; nella lunga intervista ha premesso che ci sono nella fauna politica : “gufi e i rosiconi che remano contro l’Italia”.
Tra le sue tante asserzioni spicca : «Non c’era alternativa a “buttare in campo riforme coraggiose e giocarsi tutto. Se le riforme non vanno in porto me ne vado a casa… ho messo in gioco me stesso. E’ un rischio notevole. Vivo la difficoltà di governare con un Parlamento non eletto con liste fatte da me e di rischiare l’osso del collo…».
Ma come diceva il buon Virgilio : “Ab uno disce omnis” (Da uno capisci come sono tutti), una serata nella quale il politichese la faceva da padrone, ripetendo ossessivamente di cambiare le regole del gioco, deliziati da tanti buoni propositi ma a detta di molti senza fare i conti con l’oste, vedi opposizione interna ed esterna.
Però, bisogna dargli almeno il beneficio dell’inventario, alle tante buone proposte che ha in mente di realizzare, come ha detto un giornalista durante l’intervista se ci riesce è “Mandrake” ; in effetti vista la compagine che lo circonda dopo il “Letticidio”, la vedo molto dura.
Ovviamente i social network ed i medi si sono scatenati a commentare e fare articoli, tra i tanti commenti sui quotidiani, questo è quello che merita più attenzione :


Virgolette_chiuse


In un ipotetico confronto tra Renzi e Grillo al momento, secondo me, sarebbe in vantaggio il primo, sotto diversi aspetti. Da un punto di vista dell’immagine, da un lato c’è una persona che ispira fiducia e positività, che dimostra coi fatti che si impegna, se non a risolvere tutti i problemi italiani, per lo meno a rilanciare il paese (ma bisogna dargli il tempo: anche Dio, per la Creazione, ci mise i biblici sette giorni, e aveva molti più mezzi di Renzi). E comunque, di passi, in poco più di un mese, ne sono stati fatti parecchi. Dall’altra, un ex comico (che assomiglia sempre più a un vecchio satiro) che arriva anche a negare se stesso pur di restare in groppa alla sua creatura (prima tuonava per l’abolizione di province e Senato, ora che questi obbiettivi sono a portata di mano, vota contro). Molti dei suoi elettori hanno votato M5S per avere cambiamenti…che sta realizzando il PD. Anche per quanto riguarda la faccenda del nome nel simbolo (cosa a cui sarei contrario) i sondaggisti hanno sentenziato che il nome di Renzi sul logo del PD ‘varrebbe’ oltre 2 punti percentuali di votanti. L’unica cosa che non accetterei mai è che, tra venti anni, un Renzi invecchiato e consunto, obbligato dagli eventi a farsi da parte, insistesse per inserire il nome Renzi nel simbolo (magari quello della moglie o di uno dei figli….). La ‘governance’ di un partito non può e non deve essere ereditaria… A buon intenditor…
virgolette1


A quanto pare ha centrato il problema tanto del governo che del PD.

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1 commento

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  1. Max Miniati
    Max Miniati scrive:

    Ancora con Renzi? Ma vi siete chiesti che cosa ha fatto per uno sputo di città qual’è Firenze? Nulla!!! E ancora state dietro ad uno che parla per supercazzole?
    Daiiii!!! Siamo seri!!!! Renzi è lo specchio degli italiani e dell’Italia. Punto

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