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Ott
18

Ora scendano dal predellino di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


Impressionante il calo di simpatizzanti del “partito del predellino” inventato da Berlusconi rispetto a quattro mesi fa, quando ancora si pensava che potesse reggere almeno al 20 per cento il livello minimo della sua forza.
Oggi, ad autunno inoltrato, quando sono esplose le bufere in Regioni come il Lazio, la Calabria e la Lombardia, quella stessa formazione che, nelle ultime elezioni politiche, aveva potuto contare su circa il 38 per cento di suffragi, pare sia scesa attorno al 15 per cento, con la prospettiva di farsi sorpassare dal populismo scomposto e sciatto del movimento di Beppe Grillo. Evviva, dunque, la svolta di tendenza a quell’andazzo che aveva inaugurato il trionfo delle escort nell’agone politico e governativo.
A chi scrive il calo del Pdl piace, e ne è soddisfatto, ma per ragioni diverse da quelle del “socialista pentito” Fabrizio Cicchitto, che si dice pago del 15 per cento al Pdl perché tale livello è “superiore alla percentuale raggiunta dal Psi dei tempi di Craxi”. Il richiamo a Craxi è retorico e sovrabbondante, peregrino e fuor di luogo. Non solo perché sono cambiati i tempi e le condizioni socio-politiche del Belpaese, ma perché quello di Cicchitto può ben essere letto come un tentativo di ostentare una spavalda aria di autosufficienza. Che il pianeta berlusconiano, ormai, non si può più permettere.

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