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Ott
14

Ordine e disciplina ovvero breve saggio sulle buone regole da seguire.


Non finirò mai di stupirmi dei miei concittadini fiorentini e magari anche dei miei connazionali. Certo ogni volta che mi accade un qualcosa di strano mi domando sempre come mai mi stupisco ancora quando so già qual’è la risposta. Giusto ieri ero ad una riunione scolastica di mio figlio che frequenta la quinta elementare. Tra i vari temi e confronti con i genitori è emerso che il mio bambino risulta “abbastanza disciplinato” e rispettoso nei confronti di altri. Logicamente facevo emergere la mia severità sulla quale non transigo perchè sono fermamente convinto che una sana educazione e un sano insegnamento dei principi basilari della convivenza tra individui possa essere un primo passo verso una società migliore, appunto ordine e disciplina, come piace dire a me. Certamente poi ognuno di noi è libero di pensarla come vuole, ma queste due parole (messe in realtà ad hoc) scatenano sempre delle risposte quanto meno bizzarre. La più comune è forse anche la più stupida è: “guarda, io non sono di codesta parte politica, però un pò ci vorrebbe!!”. Si lo so, mi piace vincere facile, però che rispondereste voi? Un celebre film dell’amico Francesco Nuti, Caruso Pascowsky, narrava che i salumi potevano essere equiparati alla politica tipo, la mortadella comunista, la finocchiona radicale, il prosciutto democristiano, il salame fascista e così via. Quindi che parte politica sarebbe l’ordine e la disciplina? L’educazione ha una connotazione politica adesso? Siamo così piccini da non capire che le basi di una società moderna si reggono proprio su queste due fondamentali qualità? Che male c’è ad impartire ai propri figli piccole regole come il buongiorno e il grazie? Ovviamente alla domanda da che parte stiano le due caratteristiche, all’unisono si alza il coro del “quando c’era lui”…. Quindi, tradotto, ora che non c’è lui siamo un paese di disordinati e indisciplinati…? mah… Siamo così vigliacchi da non imporre regole in casa nostra per paura di essere tacciati di “fascisti”? E’ vero, i nostri ragazzi hanno personalità diverse rispetto a quando eravamo giovani noi, gli input sono maggiori e la conoscenza del mondo è molto più rapida, basti aprire una pagina web per trovare informazioni, ma non per questo devono venire a mancare le regole della buona educazione. I potenti del mondo si basano proprio sull’ignoranza dei popoli per poter imporre la loro legge, come era così nell’antichità lo è anche oggi. Non puoi lasciare un bambino come un cane sciolto, perchè verrà su tale senza sapere dove stia la linea dell’orizzonte sulla quale poi dovrà orientarsi e fare le sue scelte. E questo ha a che fare con la politica? Non credo proprio. Eppure dai discorsi dei genitori sembra che questo stato anarco-catatonico (passatemi il termine) sia quasi una cosa irrisolvibile che demanda alla scuola il colmare le nostre lacune di genitore. Forse i miei figli mi ricorderanno come un genitore severo ma è così che si prepareranno ad affacciarsi al mondo esterno, dove solo chi è stato ordinato e disciplinato potrà raggiungere degli obiettivi precisi e distaccarsi dalla massa.

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