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Dic
03

Passione per il “porcellum” di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Può sembrare una forzatura paragonare Grillo a Berlusconi. Certo hanno grande capacità di comunicazione e di riempire la piazza, specie quella televisiva. Lo scenario non è la facciata di palazzo Grazioli ma una piazza genovese non stracolma, eppure restano sostanzialmente analoghe le invettive e gli atteggiamenti vittimistici. Entrambi però subiscono in certa misura il fenomeno Crozza che toglie spazio ad entrambi, ridicolizza tutta la politica che fa fatica a parlare il linguaggio dell’uomo della strada e soprattutto in modo credibile sia per ragioni di linguaggio sia per povertà di contenuti.
Grillo ripete ormai da tempo lo stesso copione e non indica una strada per investire politicamente il consistente consenso accumulato. Né i cavalli di battaglia parzialmente nuovi, come le incredibili accuse al capo dello Stato e il referendum sull’euro aggiungono maggiore qualità ai proclami grillini. Quanto durerà? La piazza è mutevole anche se i motivi di scontento e di rabbia su cui Grillo ha fatto leva non sono diminuiti. Singolarmente però per quanto per molti versi simili nello sfruttare lo scontento e nell’avere un atteggiamento critico verso il presidente della Repubblica, Grillo e Berlusconi si rivolgono comunque ad elettorati molto diversi ed anche il tema dell’euro li farà al massimo concorrenti non certo alleati.
Per quanto prostrati e disillusi, i cittadini italiani conoscono l’improduttività della sola protesta, attendono con disincanto qualche proposta realistica e innovativa capace di avviare visibilmente una fuoriuscita dalla crisi. Grillo non fa che ripetere, sia pure a squarciagola, le sue prediche sconclusionate e violente. Significativa in ogni caso l’assenza di ogni riferimento al porcellum perché a Grillo in fondo interessa qualche forma di plebiscito piuttosto che leggi elettorali degne di uno stato democratico. Nessuna novità dunque da quel fronte e le speranze, poche o molte che siano, vanno verificate nelle ormai prossime scadenze congressuali del Pd e nell’auspicato indispensabile rilancio del governo Letta su un programma che dia una prospettiva nuova al paese.

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