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Mag
09

PDL Popolo di Lost


E’ ufficiale: il PDL o la destra in genere è defunta. O almeno sono defunti i suoi rappresentanti. Contrariamente al popolo di sinistra, e ci infilo anche gli ex democristiani, che voterebbero un ballino di patate purchè abbia quel simbolo (Renzi docet), il popolo della destra preferisce punire chi ha tradito nell’unico modo che sa fare: annullare la scheda o votare per protesta movimenti improbabili. E così è stato. Il PDL ha preso una tale scoppola, direttamente opposta al plebiscito del 2008, tale da non poter neanche più guardarsi allo specchio e confermando che l’unico attore protagonista era Silvio Berlusconi. Manciate di comparse che hanno vissuto alla sua ombra, personaggi dalla dubbia personalità e scarsa valenza e peso, in un panorama politico scevro di personaggi politici ma ricco di portaborse e lecca piedi. Il popolo della destra se ne accorto già da diverso tempo e non ha esitato a rimandare al mittente i suoi paladini. Certo è che le comunali non sono le amministrative ma se hanno ancora un briciolo di senno i politicanti del centro destra dovranno darsi un bel da fare per non essere definitivamente trombati pur con le loro buone uscite. Silvio Berlusconi oramai è storia, ed ha avuto il suo ventennio al pari di un altro prima di lui ma con esiti ben diversi. Oggi la destra, in tutto questo tempo, non è riuscita a forgiare un’altra personalità che lo potesse sostituire, pensando anche a quell’Angiolino Alfano dalla sufficienza scarsa. Ci poteva essere il grande amico Fini, ma visto il suo voltafaccia forse è stato meglio così. Anche la grande alleata del PDL si è fatta mettere nel sacco da quello stesso meccanismo che rappresenta la “Roma Ladrona”. Bossi e il suo partito erano i più vecchi del parlamento, almeno come sigla, e in tutti questi anni non hanno saputo far altro che urlare a destra e a manca per poi ritrovarsi a subire le stesse condanne di chi condannavano. Un popolo di persi più che liberi e questo la dice lunga sulla reale valenza del centro destra odierno. I loro elettori, come diceva Andreotti molto tempo fa, si sono ricongelati pronti ad uscire qual’ora ritorni un leader forte che li sappia rappresentare e non un accozzaglia di gente buona solo per una cena.

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