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Mar
19

Pensierino di Falbalà


La luce ormai fa capolino presto, al mattino: come un gatto che si stiracchia e capisce che la stagione dei tepori è alle porte, e bisogna correre all’aria ad annusare la vita ed inseguire le farfalle. E il mio pensiero, nella festa di tutti i papà, va inevitabilmente a te che non ci sei più, ai ricordi che riemergono nei momenti più imprevedibili, ai moniti ed alle parole di sprone quando volevi insegnarmi cosa significa “diventare grandi”. Ti ho sempre con me, perché ciò che sono è grazie a te, ci sono tracce di te in tutta me stessa: ho te nella voce quando canto, gioco con la chitarra e ascolto musica, la memoria di te che suonavi il pianoforte a coda nella casa di campagna, ed io che ti emulavo, ancora bambina, cercando le note della Ciaccona di Bach con le mie piccole dita sugli antichi tasti d’avorio; ho te in me quando scrivo, tu che regalavi libri alla mamma e le dedicavi poesie composte all’impronta per ricordarle quanto lei fosse importante per te; ho te in me quando lavoro, perché il tuo entusiasmo e la tua passione per ciò che facevi non conosceva orari né luoghi, il telefono che suonava a tutte le ore, la disciplina, la dedizione e il rispetto per il lavoro e per gli altri; ho te in me quando amo le mie persone care, perché il modo in cui tu amavi noi figlie e la mamma sembrava davvero uscito dalle fiabe, tutti quei fiori, il tuo cercarla sempre, l’infinita dolcezza, il modo in cui eravate complici e vi consigliavate a vicenda, e non dimenticherò mai l’ultimo regalo – eri senza forze, poco tempo dopo saresti volato via – quando ti trascinasti a fatica verso i negozi del quartiere per dirle ancora una volta che lei era speciale; ho te in me quando vivo le mie giornate, quando non mi adeguo alla massa del pensiero, quando guardo uno stelo d’erba e immagino chissà quali storie meravigliose, ho la tua fantasia e la tua creatività in me, e di tutti questi doni, papà, non potrò mai smettere di ringraziarti. E ho te con me ogni giorno, nel bellissimo brillante che regalasti a lei per la mia nascita, tu che diventasti padre quando gli altri quasi diventavano nonni, e ricordo ancora quando, il giorno dell’addio, lei mi disse: “Questo è tuo, è sempre stato tuo, poiché il papà me lo donò per celebrarti, e per ringraziarmi d’averlo reso padre; non lo porterò più io, lo porterai tu, e avrai il papà sempre con te a ricordarti, anche nei momenti più difficili, che per qualcuno sei stata il tesoro più prezioso e più luminoso del mondo”. Sei e sarai sempre con me, papà. E auguri a tutti i Giuseppe e a tutti coloro che sono padri, perché non dimentichino mai di essere figli. Buongiorno a tutti, amici.

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