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Mar
23

Pensierino di Falbalà


Alba con scirocco e pioggerella fine, l’aria dispettosa che prelude al cambiamento del tempo ed un’altra mattina che si preannuncia intensa e lunga in redazione. Fra privilegiati immeritevoli che si godono le pensioni-baby e manager dall’ego ipertrofico che lamentano l’insufficiente stipendio milionario erogato dalle Ferrovie dello Stato (e quindi dai cittadini), nel mare magnum mediano fluttuano i professionisti che ambiscono a poter fare del proprio meglio sul lavoro, a perseguire obiettivi e vederli riconosciuti, persone che antepongono spesso le esigenze lavorative alla vita privata e ad altre comodità, rendendo un poco più grande e più efficiente il paese, ognuno nel suo piccolo, giorno dopo giorno. Sarebbe bello se tutti questi cittadini che ritengono che il lavoro non sia soltanto un modo per tirare a fine mese potessero un giorno accorgersi di vivere in uno stato dove merito, equità, ambizione, autorealizzazione non sono parole infamanti, ma il segno di una rivoluzione di mentalità ed impostazione che regali finalmente al paese una maturità civile e sociale che finora è rimasta nei sogni. Che bel giorno sarebbe, quello. Ed ora volo verso la diretta televisiva, buongiorno e buona domenica, amici.

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