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Gen
17

Pensierino di Falbalà


Cielo grigio e aria vorticante nelle strade: le foglie morte si alzano impazzite, manovrate da un invisibile burattinaio, colpiscono il terreno e le auto con un suono croccante e discontinuo, e mentre cammino le immagino seguirmi e levarsi minacciose per poi colpire l’asfalto con una virata repentina. La natura non cessa mai di esistere: quando anche non verdeggia più sui rami, diviene fantasma, folletto che gioca con il vento, finto uccello che risuona come carta pesante e spigolosa planando sull’asfalto. I suoni dell’inverno hanno un colore bruno, hanno il grigio impasto di un pennello che lascia scie disordinate nel cielo. L’incanto misterioso della natura è sempre lì, si fa beffe dei nostri guai, ed è una gioia che non va dispersa: la certezza dello stupore della quotidiana bellezza, nonostante tutto. Buongiorno, amici, è venerdì: siate lievi.

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