BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Ago
12

Pensierino di Falbalà


Il linguaggio parlato è per sua natura sciatto e impreciso. Non dà tempo di riflettere, di usar le parole con eleganza e raziocinio, induce a giudizi avventati e non fa compagnia perché richiede la presenza di altri. Il linguaggio scritto, al contrario, dà tempo di riflettere e di scegliere le parole. Facilita l’esercizio della logica, costringe a giudizi ponderati, e fa compagnia perché lo si esercita in solitudine. Specialmente quando si scrive, la solitudine è una gran compagnia. (Oriana fallaci)

hr-sandeep-singh-01


Non amo gli epitaffi che si vedono in rete quando muore una star. Raramente pubblico qualcosa, forse perché non mi piace vedere così tante lapidi sparse, quasi a banalizzare l’essenza della persona che non c’è più. Ma per te Robin voglio scrivere il mio saluto. Tu che hai davvero regalato sogni, perché i tuoi film, immaginifici, allegri come Mrs Doubtfire ma sempre velati della tristezza che solo i veri comici conoscono, profondi e toccanti come il famoso Attimo Fuggente che tante volte ho citato su questa mia bacheca, nei tuoi film eri agrodolce come la vita, miele e fiele nel contempo. I tuoi occhi erano forse gli occhi più splendenti ma sempre tristi anche quando sorridevi. Come un sorriso che va all’insù ma sulla punta si arriccia e serba una lacrima che non può essere nascosta. Ho scelto per te la foto dei tuoi esordi: il surreale telefilm Mork & Mindy, che è la veste in cui molti di noi ti hanno conosciuto. Il saluto “Nano-nano” era un tormentone allegro, tu eri l’alieno buono e ingenuo che ci faceva riflettere sulla stupidità umana e sulle nostre contraddizioni. Si vedeva fin da allora che avevi un grande talento. Poi anni oscuri, le tossicodipendenze, e chi cerca un rifugio nella droga è un animo solitario e triste, che non riesce a vivere i propri sogni, un animo spaventato, che non riesce mai a volare davvero. Io credo che per quanto grande sia la sofferenza, c’è sempre un sole che sorge che merita di essere visto. O anche una nuvola con cui possiamo giocare, immaginandone forme variegate. C’è sempre un prato verde davanti al quale stupirci. E la capacità di scorgere queste meraviglie, la capacità di stupirci è in realtà la vera meraviglia del creato: la capacità di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, brividi, gioia, dolore, speranza, la capacità di sognare e provarci, ogni volta, e ogni volta rialzarsi. Vorrei che nessuno dimenticasse mai che c’è sempre un fiore nell’erba che attende di essere visto, e che la sua bellezza esiste soltanto nel nostro stupore, ed è per questo stupore commosso e rapito che noi viviamo. La vita è proprio in questo: nella grandezza di assorbire il mondo nel nostro cuore e renderlo unico attraverso i nostri occhi. Abbiamo un tocco magico da posare su ogni cosa, su ogni persona. Non smettete mai di stupirvi, fermatevi a osservare le cose, fermatevi a sentire che siete isole uniche e speciali su questa terra. E che c’è quella fiamma unica dentro di voi. Non rinunciate mai a voi stessi. Ciao, Robin, ciao Mork, voglio immaginarti che voli verso il tuo pianeta Ork, adesso, dove puoi vedere tutte le stelle che hai sognato nella tua vita tormentata e che adesso sono tue per sempre.

Media 4.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*