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Feb
05

Pensierino di Falbalà


Il cielo grigio ormai è la costante, grigio come il futuro che si prospetta per l’Italia, perché i giochi che stanno facendo da settimane fanno capire perfettamente quello che accadrà: di positivo, nulla. Si stanno organizzando e adoprando per evitare che le cose cambino e garantirsi l’oligarchia; si assiste alle solite, vomitevoli giravolte opportunistiche (vedi Casini, Mario Mauro e tutti gli altri alla spasmodica ricerca di collocazione e poltrone, si vocifera anche di un orrorifico ritorno di Bocchino); si ascoltano le solite stomachevoli parole pronunciate a guisa di santità mentre le azioni denunciano tutt’altro. Hanno scambiato il parlamento per un pensionato, e il popolo italiano per un gregge di pecore da condurre sull’orlo di un precipizio. Chi approda alla politica, dovrebbe farlo per un unico motivo: l’ideale, il bene del paese, il desiderio di migliorare le cose. E se gli eventi politici, se le elezioni ti portano a constatare un NO da parte dei cittadini con risultati da “niente.punto.niente”, la decenza, prima ancora che gli ideali, dovrebbero dirti: basta, lascia il posto a qualcun altro, ad altre idee. E l’ideale, il rispetto per i cittadini e per la propria dignità dovrebbero dirti che non puoi passare, nell’arco di pochi mesi, da una avversione feroce ed opportunistica ad una riappacificazione ancora più opportunistica verso chi hai considerato nemico fino a ieri: come potete pensare che gli italiani credano ad una classe di dirigenti politici che hanno fatto a pezzi la nobiltà della politica prima ancora che il paese? Questi Dorian Gray della politica che svendono anima ed ideali per mantenere la poltrona dovrebbero imboccare un’unica via: quella dell’uscita. Non contate sulla nostra rassegnata disperazione: al dolore non ci si abitua mai e prima o poi si alza la testa con forza. Una sola parola a commento di tutto quello che sta accadendo: vergogna. E a voi, amici puliti e sinceri, il mio buongiorno in un giorno di pioggia.

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