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Gen
04

Pensierino di Falbalà di Matilde Mangold

falbala_matilda


Uno dei problemi dei 5 stelle è proprio il loro leader, Grillo, che spesso apre bocca tanto per dare fiato e ora tira fuori la cavolata della giuria popolare per controllare la veridicità delle notizie propinate dai media: 1) la questione non è pubblicare notizie false – poiché questa è in sé una falsità, stampa e tv non rifilano notizie false – ma occultare, mascherare o distorcere la realtà dimenticando che l’obiettività dovrebbe essere la stella polare per chi decide di raccontare i fatti ai cittadini; 2) la soluzione per il cittadino che vuole avere un quadro il più possibile chiaro e completo non è una assurda “giuria popolare” fatta di incompetenti bensì documentarsi sui singoli temi, leggere, ascoltare, interpellando esperti laddove necessario, e consultando più fonti, non soltanto quelle più affini al proprio modo di “sentire”.
Analogamente, è inconcepibile che chi si occupa di Antritust possa proporre una sorta di “censura” sul web e su ciò che circola in rete, e questo evidenzia uno dei gravi problemi cui si assiste sempre più frequentemente: cercare di mettere a tacere o ignorare il malcontento popolare e silenziare le opinioni, le scomode verità e la libertà di espressione. Quante volte mi è successo di osservare persone che sui social network riportano “bufale” per ignoranza, per superficialità, o magari perché la realtà in cui viviamo è talmente assurda da rendere plausibile anche l’apparentemente improbabile? Quante volte ho consigliato di non pescare notizie da siti internet per niente autorevoli, che fanno della bufala e dell’enfatizzazione i loro strumenti di sopravvivenza? Il problema è sempre lo stesso: informarsi tramite plurime fonti, leggere, leggere, leggere, senza limitarsi soltanto a ciò che ci è grato sentire. L’ignoranza esisterà sempre: non per questo, tuttavia, si deve consentire di aprire la via alla censura e al controllo di stato, un’idea che mi fa rabbrividire e che rimanda a tristi memorie di questo (e non solo di questo) paese.
Infine, quanto a bufale, verità distorte, occultamenti di dati di fatto, in questi mesi di campagna referendaria ho sentito e letto veramente di tutto, e la gran parte delle volte si trattava di mera propaganda da parte dei politici, senza dati di fatto, dettagli tecnici, informazioni realmente utili per formarsi un’opinione sulla riforma costituzionale e poter decidere consapevolmente. Il primo mea culpa dovrebbe quindi provenire da chi ha il potere e quotidianamente cerca di imbrigliare (e spesso imbrogliare) il popolo per interessi che esulano e spesso contrastano quelli dei cittadini. Mattarella quindi la predica avrebbe dovuto farla all’universo politico e governativo, anziché ai navigatori del web.
Buongiorno!

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