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Nov
09

Per non dimenticare, MELORIA – GESSO 4





9 NOVEMBRE 1971 – IN ONORE DEI PARACADUTISTI CADUTI ALLA MELORIA

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“GESSO 4 NON RISPONDE” – TRAGEDIA DELLA MELORIA
Verso le 02:30 del 9 novembre 1971 i paracadutisti della Folgore scelti per la missione di addestramento salirono a bordo dei camion che li trasportarono all’aeroporto di Pisa-San Giusto, dove attendevano nove C-130 e un Hawker Siddeley Andover della RAF. Tutti i velivoli erano stati contrassegnati sulla fusoliera da un numero progressivo scritto col gesso, dall’uno al dieci.
Il primo a decollare, alle 04:55, fu l’Andover (“Gesso 1”) provvisto delle attrezzature necessarie a calcolare in volo il CARP. Alle 07:00, sopra la ZL di Villacidro, in Sardegna, circa 50 km a nord-ovest di Cagliari, i dieci paracadutisti del Battaglione Sabotatori si lanciarono dall’aereo e, una volta a terra, si prepararono a segnalare e difendere la ZL in attesa dell’arrivo dei nove C-130 con a bordo 220 paracadutisti del 1º Reggimento, 100 carabinieri paracadutisti, 44 artiglieri paracadutisti, 12 paracadutisti del quartier generale della Brigata Folgore e 20 della compagnia manutenzione, per un totale di 396 soldati suddivisi in 46 per ogni aereo, insieme a due direttori di lancio.
“Gesso 2”, il primo dei nove C-130, si alzò dalla pista di Pisa alle 05:41 con a bordo il generale Ferruccio Brandi, comandante della Folgore, e altri 43 paracadutisti del 1º Reggimento. Brandi compiva 51 anni proprio quel giorno. Decollarono in totale solo sette C-130, a distanza di quindici secondi l’uno dall’altro, perché “Gesso 9” e “Gesso 10” avevano subito dei ritardi. A pochi minuti dal decollo i piloti di “Gesso 5”, che segue di quindici secondi “Gesso 4”, dove sono imbarcati 44 paracadutisti della 6ª Compagnia e due direttori di lancio della Compagnia comando del II Battaglione paracadutisti “Tarquinia”, videro davanti a loro una improvvisa fiammata sul mare. Il primo pilota informò allora il comandante della formazione, tenente colonnello Scott, il quale cercò subito di stabilire un contatto radio con tutti i sette apparecchi in volo. “Gesso 4” non rispose. Scott informò allora la base e si diresse col proprio aereo “Gesso 8” sul presunto luogo dello schianto, mentre col resto della formazione procedette verso la Sardegna.
All’aeroporto di Pisa, il capo ufficio operazioni della Folgore, maggiore Antonio Milani, non appena saputo da “Gesso 8” che “Gesso 4” « è in mare », si dirige a bordo di un elicottero AB-205 del 26º Gruppo squadroni ALE verso il luogo che “Gesso 5” aveva indicato come probabile punto dell’incidente: le secche della Meloria. Sul posto vengono avvistati galleggiare in una grossa macchia d’olio gli zainetti dei paracadutisti, il carrello del velivolo e battelli di salvataggio vuoti. Il comandante della Folgore, generale Brandi, viene avvisato dell’incidente non appena arriva col paracadute a terra, e subito intraprese il viaggio verso Livorno, mentre il resto dei paracadutisti proseguì l’esercitazione. Le famiglie dei caduti vennero avvisate ufficialmente dal maggiore Dario Orrù, direttore della sala operativa del comando della Folgore.
Fonte testo: wikipedia

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