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Feb
17

PERCHE’ L’ISEE E’ UNA TRUFFA di Franco Marino


Per spiegarlo, occorre partire da una premessa base, fondamentale per capire il nostro sistema pensionistico.
Dal 1995, governo Dini, il nostro è un sistema pensionistico basato sul calcolo *contributivo*.
Tradotto, mentre prima le pensioni venivano erogate in base al criterio *retributivo*, cioè misurato in base alle retribuzioni, col sistema pensionistico attuale, chi ha pagato più contributi ha una pensione migliore rispetto a chi ne ha pagato di meno.
Questo introduce il modello ISEE che, con la promessa di combattere “i furbetti che sfruttano il welfare anche quando possono permetterselo” (come se, con il 50% delle tasse che paghiamo, il welfare fosse un privilegio e non un diritto) di fatto va a colpire proprio quelli che hanno i redditi dichiarati più cospicui ed i coniugi vedovi di quelli che hanno pagato più contributi e che quindi, nel momento in cui passano a miglior vita, hanno diritto ad una maggiore reversibilità.
Cosa dice in sostanza la riforma ISEE? Che se puoi permetterti di pagare il welfare di tasca tua come se fossero prestazioni private, non avrai più il diritto a borse di studio, asili nido, reversibilità, spese sanitarie.
Il tutto, ovviamente, con la stessa identica pressione fiscale di prima (dato che, con il consueto gioco delle tre carte, le tasse che sono state tagliate, vengono reintrodotte in altre forme).
Togliere, ad esempio, la pensione di reversibilità col pretesto che se hai altre fonti di guadagno allora non hai più bisogno della reversibilità, è un ragionamento ASSURDO pari a quello di un datore di lavoro che ti dicesse “Hai lavorato per me e quindi ti spetta un compenso. Però lavori anche per un altro datore di lavoro, allora il mio compenso deve essere ridotto”.
Il fatto che tuo marito sia riuscito a fare un lavoro e a procurarsi una buona pensione che poi, morendo lui, va a te attraverso la reversibilità e che anche tu abbia a tua volta una pensione, non è un privilegio. E’ un merito di tuo marito e tuo.
Ora qual è il punto?
Che non si dice qual è il vero obiettivo di questa riforma scandalosa; ossia colpire il sistema bancario italiano.
E il sistema bancario italiano, non essendo l’imprenditorialità il punto di forza delle banche italiane (che fanno pochissimo credito alle imprese davvero meritevoli), si basa su tre asset: casa, risparmi, pensioni.
E sono state le tre cose più colpite dalle riforme che la CIA ha dettato ai governi italiani
Perché?
Perché è noto che gli USA, con la complicità ricattata della Germania, vogliano impossessarsi del sistema bancario italiano, in modo tale da indebolirlo per poi scalarlo a prezzi di saldo e prendersi quasi gratis tutta l’economia italiana.
Le pensioni da anni sono nel mirino dei governi, i risparmi che ve lo dico a fare e la casa, tra IMU, ICI, TASI e cavolate varie, da che era un investimento sicuro, oggi tende ad essere sconsigliato.
Perché l’ISEE, tra le varie cose che non vengono dette, calcola anche il patrimonio immobiliare per stabilire se un individuo ha il diritto ad una determinata prestazione sociale.
Tradotto, se hai una casa di proprietà ma non hai reddito perché in quel momento non c’è lavoro, sei costretto a vendere la tua casa di proprietà. Con tutte le conseguenze che ciò può significare.
Ma c’è un’altra ragione per cui l’ISEE è una truffa.
E cioè che, nascendo per risparmiare sul welfare, in realtà aumenta enormemente la spesa pubblica in futuro.
Tradotto, si fanno soldi oggi per poi lasciare alle generazioni successive un debito macroscopico; il classico “prendi i soldi e scappa”.
Intanto, perché il modello ISEE colpisce chi ha qualcosa da dichiarare; se qualcuno ha redditi sommersi (e oggi ci sono moltissimi mezzi per occultare i propri guadagni) continuerà a non dichiararli, visto che se supera una certa soglia non ha diritto alle agevolazioni previste dal welfare.
Ma poi, l’assurdo di fondo è che l’ISEE è stato introdotto nella considerazione (idiota o in malafede) che l’economia italiana di oggi e le sue prospettive, siano identiche a quelle degli anni Ottanta.
La realtà ci dice esattamente l’opposto; tra una ventina d’anni, con il 40% di disoccupazione giovanile, le pensioni saranno bassissime, gli anziani di oggi saranno presumibilmente morti (salvo casi eccezionali di longevità) e questo significherà che ai benefici del modello ISEE potranno accedere un numero molto maggiore di quelli di oggi.
Tradotto, l’ISEE serve a colpire OGGI, a prendere i soldi OGGI da quei pochi che ancora li hanno (e per meriti propri, mentre i privilegi NON VENGONO TOCCATI); e, fatto ciò, scappare con la cassa.
Quando tra vent’anni quelli che hanno il diritto ai benefici del modello ISEE saranno molti di più (perché ci sarà molta più povertà) questo genererà una spesa pubblica enorme e a quel punto o si rivedrà il modello ISEE al ribasso (con tutte le conseguenze del caso) oppure per soddisfare le prestazioni sociali (salvo che non vengano abolite prima) si dovrà fare altro debito ancora, sino a sfasciare i conti.
Ma a quel punto ce la dovremo piangere noi.
Chi oggi beneficerà dell’ennesimo FURTO ai danni degli italiani, sarà già lontano a godersi la nostra cassa.
Il nostro è un paese che dice di voler tagliare la spesa.
Iniziasse ad introdurre la licenziabilità dei dipendenti pubblici perchè è nell’intangibilità del posto fisso che nascono i veri sprechi italiani.
E favorisse la nascita di nuove imprese italiane, eliminando la burocrazia e detassando il lavoro.
Ma un discorso del genere rimarrà lettera morta.
Perché la verità è che *da fuori* non si vuole un’Italia competitiva, si vuole soltanto ammazzare il vitello grasso, prenderne le interiora e lasciare l’Italia morta sul selciato.
Perché un’Italia competitiva è ciò che nessuno davvero vuole.
L’ISEE, in definitiva, non è altro che un’ARBITRARIA sottrazione di diritti meritati (che vengono definiti privilegi) che non ha altro scopo se non quello di colpire duramente il risparmio degli italiani, creando un’enorme massa di spesa pubblica *FUTURA* che verrà scontata tra 15-20 anni dalle generazioni successive.
Una truffa in piena regola che ha come principale artefice Renzi e i suoi ministri che, agli ordini delle potenze straniere, vogliono distruggere l’economia del nostro paese.

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