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Gen
29

« Perché si chiamano onorevoli ? »

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na questione che molti si chiedono, vista la presenza di certi personaggi nelle Parlamento e Senato, diciamo che il titolo è rivolto non tanto alla persona quanto alla onorevole carica pubblica ottenuta con i voti di preferenza dei cittadini.
E qui già casca l’asino, visto che di norma ci sono frotte di nominati, tanto dai partiti che dai padroni del partito, poi se per malaugurata ipotesi il cosiddetto “onorevole” è un cafone, un corrotto, un menefreghista, un razzista, un ignorante, un perverso, un egoista, un megalomane, un criminale, un terrorista etc.
Non succede un bel niente, la carica di deputato è sempre onorevole, salvo il caso rarissimo che venga arrestato, processato e messo in carcere ; nel caso che sia inquisito dalla magistratura, condannato in primo e secondo grado, resta onorevole sino alla Cassazione.
Ma sono onorevoli anche quelli che di onorevole hanno ben poco, vedi i casi correnti dell’utilizzo di linguaggio scurrile, epiteti alle cariche dello stato, comportamenti pagliacceschi ; in questi casi in oggetto si tratta di “patologia neuronica”, cioè di una forma di allergia alla materia grigia, purtroppo curabile solo con la Cultura di cui ne hanno una profonda idiosincrasia.
E non per scadere nel solito qualunquismo, ma cosa hanno di onorevole, quando i cittadini sono colpiti da una crisi devastante, mantenere prebende e benefit che non hanno pari in nessuna democrazia che si conosca.
L’unica cosa certa, vista la decadenza ed ai parvenu che rappresentano tanto la Camera che al Senato, al massimo si possono chiamare per cognome per essere educati, meriterebbero d’essere chiamati in slang romanesco “aò” col classico fischio alla pecorara.
Dovrebbero fare memento al grande Totò …



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1 commento

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  1. Maria Calendano scrive:

    per accentuare un loro difetto …

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