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Ago
25

Polemiche pericolose di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Non se ne può più di questo scontro tra settori della magistratura, della politica e dei media. La materia è incandescente perché riguarda in ultima analisi la lotta alla mafia, alla criminalità più agguerrita e potente. Addirittura il sospetto di una presunta trattativa con uomini delle istituzioni ai tempi tragici degli assassini di Falcone e Borsellino e degli attentati a edifici e monumenti pubblici. Fatti vecchi di oltre vent’anni che hanno portato la Procura di Palermo a nuove indagini fino ad intercettare telefonate tra l’ex ministro Mancino e il presidente della Repubblica, telefonate che – questo il punto – dovevano essere distrutte nel rispetto delle prerogative costituzionali del capo dello Stato. Con grande onestà e correttezza Napolitano ha sollevato conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale proprio perché ci fosse nella sede più alta una risposta chiara e responsabile. Una risposta non limitata al singolo episodio posto da Napolitano, ma che valga a fare chiarezza in termini generali sull’equilibrio e la separazione tra i vari poteri dello Stato, fondamento della nostra Costituzione repubblicana. Purtroppo la scelta del Quirinale è stata addirittura – non solo da Di Pietro e Grillo – strumentalizzata come interferenza e pressione sui magistrati palermitani, addirittura a vantaggio dei mafiosi e dei loro complici. Siamo ad un tragico paradosso e alla irresponsabilità più assoluta se si pensa in particolare alle migliaia e migliaia di ragazzi che si mobilitano ogni anno in tutta Italia per esprimere il loro impegno anti-mafia e la voglia di costruire un’Italia onesta e civile.

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