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Dic
17

Polo destro, Polo sinistro e terzo Polo


Allora la santa alleanza tra Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli, per la nascita del Polo della Nazione, accompagnato da esponenti dell’Mpa e dei Liberal democratici, ha visto la nascita è già si sentono forti e chiari i suoi vagiti.
Già si bisbiglia che il -monarca- abbia esternato l’epitaffio di : «il Polo della nazione è inesistente, un progetto che non ha possibilità di futuro e che soprattutto non esiste nell’elettorato», e comunque con un alzata di spalle ha sentenziato che adesso deve continuare l’attività di governo vista la fiducia accordatagli.
Ma quello che salta gli occhi evidente, e che adesso è il turno “dell’ufficiale pagatore”, continuando l’opera di persuasione con blandizie e sottintesi, ora più che mai deve consolidare i numeri, per poter tenere a galla il governicchio.
Adesso ci sarà fa vedere cosa faranno i nostri eroi, in prima analisi andrebbero ad ingrossare le fila dell’opposizione, ma non è un fatto scontato, qualche retromarcia strategica è sempre fattibile ; quello che ci sarà da capire quale è il loro programma e con chi vorrebbero portarlo avanti.
Già capitan Baffino, ha strizzato l’occhiolino, dicendo che il “terzo polo” e’ : ”un fatto politico, rappresenta una ”componente moderata importante che sta nell’opposizione ed e’ un ‘interlocutore necessario per il Pd ” ; con una frecciatina velenosa : ”la prima risposta negativa a Berlusconi, la sua prima sconfitta, la strategia dell’allargamento si e’ rivelata fallimentare”.
Oltre Tevere, dimentichi di Porta Pia e del Concordato, con affabilità cardinalizia, il cardinale Angelo Bagnasco ha esternato che : “C’é bisogno di aperture e di dialogo, di incontro positivo tra le persone, nella famiglia, nella società civile, nelle articolazioni dello Stato che, diversamente, si inceppano, e questo vale anche per la politica” ; un messaggio tipo parlare “a suocera perché nuora intenda”.
Ma mentre i vari contendenti politici si parlano addosso, abbiamo assistito al laido spettacolo di gratuita violenza che si è consumata il 14 Roma, da una manifestazione di gente normale che aveva tutti i sacrosanti diritti a protestare, un manipolo di manigoldi a messo a ferro e fuoco la Capitale.
Non sono nemmeno degni d’essere paragonati agli scontri di remota memoria tra Msi e Pci, sono solo e soltanto un squallida emulazione dei francesi nelle banlieue ; gente priva d’ideali se non quelli dell’odio, dedita allo scontro fisico e non al dialogo ; la parte peggiore di una società disgregata, fortunatamente microscopica.
Però, a questo paese qualcosa veramente manca, dei veri sindacati e dei veri partiti politici, per un processo di riaggregazione sociale, ritrovare quei valori perduti e dare una radicale svolta per un diverso futuro.
Gli italiani ci sono, ma gli altri ?

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5 commenti

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  1. Avatar
    livia scrive:

    Per me sono tutti galli nel pollaio, e non farà mai giorno per l?italia.

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    beppe scrive:

    un ex radicale, un ex democristiano, un ex fascista…… altri, tipo un ex repubblicano, un ex non si sa di chi. Mi sa che la campagna acquisti l’hanno fatta loro prima del berlusca.

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    Alberico da Modena scrive:

    La solita ammucchiata politica solo fine a se stessa.

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    il passatore scrive:

    Tre galli nel pollaio altro che terzo “pollo”.

  5. Francesco Iagher
    Francesco Iagher scrive:

    E tante galline.

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