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Lug
12

« Popolo degli acefali (Schifani dixit) »

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i aggettivazioni, quelli del Pdl, ne hanno avute a iosa da berluscones a peones, per poi passare alle Amazzonie tipologie zoofile ; ma mancava quello che più si addiceva e ci ha pensato uno dei notabili. Non uno qualsiasi ma bensì il Renato Schifani, già seconda carica dello Stato in quanto presidente del Senato, attualmente capogruppo del Pdl a Palazzo Madama, in una intervista a ‘radio anch’io’ esternava : «Se Berlusconi fosse condannato all’interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile che un Pdl acefalo del suo leader possa proseguire l’esperienza del governo Letta». minacce_schifani Ergo, a tale esternazione il primo pensiero è quello confermato della sudditanza neuronale totale nei confronti del capo, senza sono dei zombi politici ; il secondo è quello di una velata minaccia nei confronti delle istituzione e nella Magistratura.
Sarebbe come dire esplicitamente, se la Cassazione non lo assolve, il Governo Letta va a ramengo per i problemi del paese non sono affari loro ; il loro unico scopo e pensiero è di servire le desiderata del cacicco, altrimenti le prebende e le poltrone sono a rischio.
Quello che fa sorridere, della loro boria ed arroganza, che su una popolazione italica di ben 60,72 milioni, alle elezioni politiche del 24 Febbraio, gli elettori del Popolo della Libertà sono stati 7.332.121 alla Camera (21,56%) e 6.829.131 al Senato (22,30%).
Nel 2008, il risultato fu di 13.629.464 preferenze alla Camera (37,38%) e 12.511.258 al Senato (38,17%) ; quindi una differenza in valori assoluti di 6.297.343 voti in meno alla Camera e 5.682.127 al Senato.
Il calo di consensi, trova oltre al calo di consensi visto il suo modus vivendi, all’avvento del M5S ed alla lievitazione del partito dell’astensione ; la sua frenetica attività di televenditore ha conseguito questi risultati.
Quindi secondo la loro logica, contorta e risibile, essendo stato votato dq qualche milione di italiani, lo stesso non può essere giudicato per i suoi reati, nel tantomeno può fermarsi la sua attività di statista e padre della patria sic!
Di per se, è un fatto spregevole nei confronti delle istituzioni, ancor più grave per la mancanza di etica istituzionale, per i “nominati” del Pdl, l’articolo 54 della Costituzione è un optional, difatti l’ossequio a : “ Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge” ; alle luce di questi fatti, dimostrano un ruolo politico ad personam, come le tante leggi fattesi per suo tornaconto.
Speriamo solo che alle parole di Epifani seguano i fatti, difatti ad una intervista ha dichiarato : « O c’è un chiarimento serio o il Pdl dimostra di essere interessato ai problemi del Paese e non alle vicende di Berlusconi oppure, con la stessa forza con cui abbiamo fatto nascere questo governo, diciamo che così non si può andare avanti … Il Pdl mette a rischio la funzione stessa di questo governo. C’è un limite oltre il quale il nostro senso di responsabilità, che anche oggi abbiamo dimostrato, non può andare ». Merita leggere per fare una riflessione un aricolo su Corsera di Antonio Polito Il giorno nero della Repubblica”

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