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Giu
08

Poveri e deboli


Poveri e deboli. Questo pensano i politici del popolo italiano. Sono rimasto basito alla notizia che sono stati presi di assalto dai cittadini i CAF e gli uffici comunali per chiedere informazioni su come pagare l’IMU. Il popolo grida allo scandalo e poi corre a pagare? Ma che popolo di merda siamo? Ma vogliamo rendercene conto o no? Facciamo la coda per CHIEDERE come pagare le tasse? Siamo come le formiche nel cartone animato A Bug’S Life dove uno sparuto gruppo di cavallette mette in ginocchio una colonia di formiche 20/30 volte superiore a loro in numero. Forse non abbiamo ben chiaro il concetto di forza. Quanti proprietari di case abbiamo in Italia? 5, 10, 20 milioni? Bene! Tutte queste persone possono mettere in ginocchio la macchina burocratica dello stato, che non avrebbe la forza materiale per il recupero del credito in tempi brevi. Non solo la burocrazia stessa imploderebbe su se stessa e come ultima considerazione potremmo mandare un segnale forte ai parassiti che ci governano. Ma tutto questo è solo utopia perchè l’italiano è già pronto a pagare, zitto zitto, ratto ratto, facendo già i conti per foraggiare quel sistema che ogni giorno vorrebbe demolire.
E questo loro lo sanno… Non si tratta di fare una rivoluzione con le bombe o coi sassi, quel concetto vale per i vigliacchi. Si tratta di fare una rivoluzione democratica che parte proprio dal suo significato: governo del popolo. Sono le 50 milioni di formiche a tirare la baracca, non 1000 senatori, onorevoli, portaborse e sperduti assessori montani. Eppure assisteremo alle code per pagare un lazzo che foraggerà solo la loro bramosia di accumulare i soldi, i nostri soldi.
Io non pagherò la tassa perchè ho già pagato la casa nella quale vivo. L’ho pagata con sacrificio per avere qualcosa da parte e comunque già fortemente tassata dai costi per mantenerla. Io combatterò la mia personale battaglia contro il sistema, solo o con altri silenti come me che sceglieranno la loro personale protesta contro chi oramai non ci ha mai rappresentato (anche politicamente).

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