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Set
06

Promesse del pifferaio di Rignano sull’Arno

PIFFERAIO01

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voce del ministro del Lavoro Giuliano Poletti : «Ci sono diverse posizioni, dipende dalle cose che si vogliono fare. L’aspirazione è fare il massimo, poi bisogna tenere conto della contabilità pubblica e quindi delle compatibilità… le pensioni minime, l’anticipo pensionistico e le ricongiunzioni onerose come i cardini su cui intervenire il governo interverrà in maniera convinta sulle pensioni nella legge di Bilancio se basteranno 2 miliardi dipenderà dalle risorse disponibili..».
Quindi i cittadini devono stare tranquilli e sereni, ha solennemente detto: «Non abbiamo nessuna intenzione di fare nessuna patrimoniale e non abbiamo nessuna intenzione di aumentare le tasse»; ma il famoso stai sereno mette prurito ricordando come finì il povero Letta.
Quindi, siamo sempre alle solite promesse di alzare le pensioni minime, con una soglia sempre mai definita, in effetti ad oggi esiste l’assegno sociale di euro 448,07, pagati per 13 mensilità; poi una moltitudine di pensioni al disotto i 1.000,00 euro, ma sarà ben difficile che venga fissato il minimo a 1.000,00.
A detta del ministro: “Noi non vogliamo continuare tutta la vita a distribuire sussidi. Noi vorremmo che le persone possano trovare una condizione di dignità che è quella di avere un lavoro e di essere in grado di essere utili a se’ e agli altri.. C’è questo passaggio della costruzione di uno strumento universale di lotta alla povertà … In questa ottica abbiamo investito 750 milioni di euro sul Sia e 500 milioni per le infrastrutture e le politiche attive, siamo a un miliardo sui prossimi bilanci, spero con la legge di Stabilità di poter incrementare ulteriormente queste risorse per andare il più vicino possibile a fronteggiare la platea delle persone che sono in stato di necessità»
Sono gli stessi argomenti che si ripetono da decenni, utilizzati in campagna elettorale e per rialzare consensi, ma di fatti ben pochi, l’unica certezza è quella delle pensioni d’oro e dell’avidità della casta; non per l’ultimo lo schifo di personaggi che piatiscono per avere pingui vitalizi.
Uno della casta dichiarò in una intervista: “Prendo 3.000,00 euro, se mi togliessero il vitalizio, sarei in difficoltà, perché da 12 anni non faccio più il medico ma solo il parlamentare. Se mi togliessero il vitalizio percepirei una pensione di 1.200,00 euro, che è una miseria”.
Quanta gente ci campa con meno, se lo è mai posto? Mi sa tanto di no è uno dei tanti della casta…

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