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Mag
28

« Prosegue la Berlusconeide »


Se qualcuno avesse creduto al ‘pifferaio magico d’Arcore’,di una sua dipartita dalla scena politica, sarebbe stato tacciato di cretinismo galoppante, la sceneggiata in più atti per distogliere l’attenzione della sua caduta si è consumata come in un set televisivo.
Per ripercorrere brevemente i tempi, quando era ancora seduto sullo scranno, tanto per far contenti i suoi vassalli e laudatores, la nomina per acclamazione (imposta dal dominus) a segretario del povero Alfano, con il viatico : «Non ho dubbi che Alfano sia la persona giusta. Non ho sentito mai nessuna voce contraria alla decisione di eleggerlo segretario. Alfano non è una persona menzognera».
Un esempio di massima trasparenza democratica partecipativa, dopo essersi spellati le mani, in neo segretario ha attaccato una filippica come se fosse un arringa a difesa ; ed essendo Il ministro della Giustizia sentenziò : «ora un partito di onesti».
Impresa pressoché impossibile, visti certi personaggi, con l’imperversare della magistratura bolscevica che dava pervicacemente la caccia a corrotti e corruttori, per poi arrivare alla fine di tutto con la caduta del suo patron politico.
Durante questa parentesi del governo montiano, benché il vassallo si adoperasse alle bisogna del decaduto capo, lo stesso lo ha tacciato di non vere “il quid” ; ma come prassi subito dopo smentito adducendo la malevola interpretazione dei soliti quotidiani sinistrorsi.
Quindi l’asserto : «Alfano ha seguito ma gli manca un quid», viene sostituito da : «Quando saremo chiamati a scegliere il nostro candidato premier, lo faremo sì attraverso lo strumento delle primarie, ma io ho già detto e ripetuto che sosterrò lui, Angelino Alfano».
Le solite giravolte oratorie con cui il ‘patonza ci ha deliziato per diversi lustri, ma anche la sua schiera di vassalli e laudatores non è stata da meno, orfani delle loro poltrone e prebende sbuffano in cerca d’approdo, per ricompattare le esigue schiere piedelline eccoti il coup de theatre.
In una conferenza stampa al Senato, viene lanciata l’idea del Presidenzialismo, come il modello francese a doppio turno, coautori il B e l’Angelino, dove non si sono lesinati a pontificare e sentenziare sulla riforma costituzionale.
Per meglio vendere le loro idee hanno lanciato il monito : “Siano i cittadini stessi a decidere con Il loro voto il presidente della Repubblica. Vogliamo essere nella situazione di Atene, che è ingovernabile, o nella situazione di Parigi che appena eletto presidente ha preso in mano la situazione anche a livello internazionale?”.
Ma il servilismo, ha fatto commettere una gaffe memorabile, al povero Angelino, che nella stessa conferenza stampa se ne è uscito con un lapsus (forse profetico) chiamando il B “il Presidente della Repubblica Silvio Berlusconi” ; eccovi il video a prova provata :



Poi il sorridente Angelino propone : “dobbiamo fondare la Terza Repubblica, la più grande modernizzazione del sistema istituzionale italiano”; eppure è stato ministro dovrebbe ben sapere che in Italia di repubbliche ce n’è stata solo una;afflitti da esterofilia abbiamo scopiazzato i francesi che sono alla loro quinta repubblica.
Siccome siamo immaginifici e prodighi in invenzioni, ci siamo creati che nel 1994 iniziava la seconda repubblica, adesso ne dovremmo partorire una terza.
Forse non gli è dato di sapere che in Francia ogni nuova repubblica corrisponde una nuova costituzione e un nuovo ordinamento dello stato ;in Italia la costituzione del 1948 è sempre tale quale nonostante qualche aggiustamento, ed innumerevoli tentativi di stravolgerla..
Ennesima riprova che il patonza non demorde, la sete inestinguibile di potere è un tarlo che lo corrode da lungo tempo, ormai il suo vivere ed esistere è solo sul proscenio della politica, non volendo ammettere che il suo tempo è passato ed il principale fautore delle disgrazie e di sua propria mano.

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