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Feb
17

« Prossimamente in Parlamento il #cittinofirenzese »

palude

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opo essersi consumato il “letticidio”, ma alle idi di febbraio lui va di fretta, con
136 membri della Direzione che gli danno il benservito solo 16 saranno contrari e due astenuti ; adducendo che il governo lettiano s’era impaludato e toccava a lui a portarlo a nuovi fasti.
Quindi una novità politica e quella che un segretario del PD può sfiduciare un presidente del consiglio sempre del PD ; considerando il parlamento un’optional, confermando che l’unico governo che il PD è mai riuscito a fare cadere è un governo del PD.
La cosa strana, che doveva far nascere immediatamente forti dubbi, è stata che due extraparlamentari, dopo il classico inciucio, preparavano motu proprio la riforma della legge elettorale ; quindi non un lavoro politico parlamentare, ma un tacito accordo tra un leader di partito pregiudicato e decaduto ed un sindaco/segretario del PD.
E dopo innumerevoli false dichiarazioni del #cittinofirenzese, l’unica certezza dell’avidità di avere la poltrona è stata confermata dalla dichiarazione : “niente staffetta. Il mio cambiamento radicale” ; vaticiniando : “ Governo di legislatura e stessa maggioranza fino al 2018”.
Ma resta oscuro, agli iscritti del PD e simpatizzanti, i festeggiamenti del NCD perché il Pd ha confermato il nome di Matteo Renzi per la guida del nuovo Esecutivo ; dichiarando con rullo di tamburi e squilli di trombe : «C’è bisogno di un Governo che esprima tutta la sua forza politica a cominciare dalla persona del segretario che abbiamo indicato al Presidente della Repubblica come premier».
Mah! Ma dov’è il nuovo ? della stessa coalizione ma cambiando gli attori ? Una sorta di voglia troppo a lungo repressa dei renziani, la loro brama d’avere il proscenio politico tutto per loro era la premessa della boutade fatta in direzione di partito.
Abbiamo assistito al classico spettacolo, della resa per montare sul carro del vincitore, che poi non si bene di cosa, sta di certo che dopo l’orazione dell’autoincoronazione e la scelta dei nuovi ministri, dovrà mostrare agli italiani che le sue non erano chiacchiere in politichese vetero berlusconiano.
Altrimenti, e lì che casca l’asino nella famosa palude tanto paventata, non dimenticando che che ci sono non poche riserve e i risentimenti nel Partito democratico, per come si è svolta l’operazione ; se non seguirà la tradizione del Pd ma virando troppo a destra, quella sarà la sua Filippi.

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