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Mar
26

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rima di parlare del Ddl Delrio, bisogna fissare il postulato che le provincie sono delle praterie elettorali, coltivate con cura dai vari partiti e movimenti, dove fanno pascolare pascere i solo sodali ; togliere questa fonte d’approvvigionamento di voti sembrerebbe quanto mai peregrina.
Ieri la prima débâcle in commissione al Senato su due emendamenti, grazie alla cosiddetta “l’assenza politica” di Mauro (Per l’Italia), per poi poter continuare ; il relatore Russo (Pd) ha definito l’evento un : “Episodio isolato”, mah se lo dice lui.
Poi nel pomeriggio, sempre di ieri, non poteva mancare una pregiudiziale di costituzionalità avanzata dal M5S, che non è passata per soli 4 voti di scarto; lo scoglio sarà di oggi per l’approvazione.
Quello che molti cittadini non capiranno, sono certi pindarismi politichesi, giusto per saperne è passata una norma proposta da Sel che restituisce alle Province le competenze sull’edilizia scolastica; ma non le stiamo abolendo.
Una perla la bocciatura dell’emendamento del relatore Francesco Russo, del Pd, che voleva fissare un tetto alle indennità dei presidenti delle Province in misura non superiore a quella del sindaco del Comune capoluogo ; ma ci mancherebbe che si taglino le loro prebende.
Quello che appare in tutta chiarezza, che ci sono forti resistenze tanto nell’opposizione che nell’interno della maggioranza, dove i cani sciolti la fanno fa padrone ; vedere una volontà politica coesa per il bene del paese, ancora una volta è un utopia.
Sperare che. il disegno di legge presentato dal ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio per regolare l’ordinamento delle città metropolitane, svuotare di funzioni le Province e incentivare le unioni e le fusioni di Comuni ; possa realizzarsi con questo governo e con questa classe politica, è pura illusione.

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