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Mar
05

« Quando il plagio diventa pericoloso »

appecoronato01

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pigolando tra i vari quotidiani, mi sono imbattuto in una email, dal testo e toni da far venire a mente i tempi bui del terrorismo; le critiche se costruttive sono sempre ben accette, ma il disfattismo con le minacce velate no.
Il testo è :
[omissis]Contro il vecchio sistema partitico, che per decenni è stato il terreno di coltura ideale per la proliferazione della corruzione, del peculato, degli interessi delle lobby, e d’ogni tipo di mafia o criminalità organizzata che hanno portato l’Italia al punto in cui si trova [omissis]mandarli tutti a casa risparmiando loro la vita (non è poco per i saccheggiatori del bene pubblico)[omissis].
Quindi velatamente, ma non troppo, se avessero la possibilità e l’istigazione, potrebbe sfociare ancora una volta negli anni di piombo, quello che per loro è presunta democrazia visto il modo del pensiero unico ducesco, diventa di fatto un modus operandi dittatoriale.
In quegli anni bui della democrazia, l’inizio fu l’estremizzazione della dialettica politica, cosa che stiamo vedendo attualmente ; questo dovrebbe farci riflettere sino a che punto si potranno spingere.
Cavalcare l’antipolitica per fare populismo, ha sempre portato il nulla tanto istituzionale che sociale, avere partiti o movimenti padronali o settaristici, non hanno nulla a che vedere con la democrazia repubblicana che ha fondato il nostro paese.
E giusto per avere un idea di cosa sia il plagio :
“chi plagia diventa una figura indispensabile, che assoggetta e governa totalmente la vita dell’altro. Il livello sociale e culturale del plagiato non è necessariamente basso, anzi talvolta il far parte di una cerchia di persone che fanno riferimento a un capo carismatico, oltre a creare la sicurezza data dall’identità con un gruppo, può essere segno di distinzione sociale”.
Lascio a voi immaginare chi.

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