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Ott
01

Quello che i giornali non vi dicono


Rispondo volentieri ad un post degli amici italo-australiani che recentemente hanno citato un articolo di giornale (australiano) dove capeggiava la foto di Berlusconi con gli occhiali da sole in parlamento. Ovviamente l’articolo ruotava intorno al vecchio inciso “italiani, mafia baffi neri e mandolino”. Essendo io un aspirante emigrante per cercare di levarmi da questa terra di buffoni, con la speranza (remota) di raggiungere gli amici in Australia, vorrei chiarire che tale decisione non è motivata dal fatto che c’è Berlusconi, ma per tutta la classe politica e dirigente, compresi chi gestisce la giustizia, che ha fatto affondare questo nostro piccolo e affollato paese. Quello che pubblicano i giornali all’estero è solo uno spaccato di vita politica italiana “veicolato” da una certa parte di stampa straniera compiacente con una parte politica italiana. Se pensiamo alle recenti votazioni comunali fiorentine, avvenute nel 2009, ricordiamo un Renzi titolare di una copertina del Times. Sinceramente fu una sorpresa vedere un ragazzo pressochè sconosciuto svettare su di un giornale così importante eppure servì allo scopo che poi fu l’elezione a sindaco. Ma di esempi di falsa o celata informazione ce ne potrebbero essere a bizzeffe, considerando il fatto che comunque il tutto viene filtrato e veicolato ad hoc. Ma non importa scomodare l’Australia per capire come funziona l’informazione. Riprendiamo ad esempio il fenomeno Renzi. In tutta italia sono affascinati da questo pseudo dandy in bianca camicia che sciorina un linguaggio friendly, ma nessuno si è mai preoccupato di sapere come va la città che lui amministra. Eppure basterebbe chiedere a un fiorentino medio per avere la risposta. Se i giornalisti facessero il loro vero lavoro dovrebbero sapere che non esiste una colpa di Berlusconi, ma esiste una colpevolezza collettiva che si è piegata ad una volontà esterna al paese e che sta tentando di renderci sudditi, e Berlusconi è solo un pretesto. Quando leggo delle “vostre” regole, quando vedo DMAX all’aeroporto di Sydney, quando capisco che quella terra va preservata, mi chiedo che senso abbia ancora credere in una terra dove gli stessi italiani la stanno rendendo arida ogni giorno che passa. Voi pubblicate articoli di sbarchi, alcuni finiti in tragedia ed altri “approdati”, ma alla fine c’è sempre il veto di un governo che si ribella e che non vuole essere un ricettacolo di anime perse. Qui da noi è un continuo arrivo, una continua emorragia di danari che tolgono linfa vitale a chi ne avrebbe più bisogno (i nostri anziani, i nostri giovani, le nostre famiglie in difficoltà). Città aggredite da una mescolanza di razze che niente ha a che vedere con lo scambio di culture. La delinquenza è passata ad un livello del 70% perpetrata da “extracomunitari”. Io dalle modeste righe di questo blog vi invidio per la vostra scelta di lasciare questo paese di uomini, mezzi uomini ominicchi e quaqquaraqqua, e invidio la terra per la quale oggi lavorate e in un certo senso “combattete” per mantenerla così. Ho due figli piccoli da crescere e nel mio diario ho scritto una promessa che è quella di potergli garantire un futuro migliore, magari proprio li da voi. Vi ringrazio per la vostra testimonianza e per trasformare ogni tanto lo schermo del mio computer in una finestra sul vostro mondo.

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