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Nov
12

Quoziente elettorale di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Dicevamo proprio l’altro giorno, commentando la notizia dell’esposto-denuncia presentato da un deputato grillino contro la “congiura” del Nazareno, che il teatrino della politica è sempre aperto e ogni giorno va in scena una farsa. E la conferma è arrivata rapida e puntuale. L’ultimo atto unico, degno del grande Eduardo, l’ha firmato Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Nuovo Centro Destra, il quale, a margine della presentazione di una manifestazione organizzata per sabato prossimo dal suo partito a difesa della famiglia italiana, se n’è uscito con la proposta di far votare i genitori anche a nome dei figli: più figli hanno e più schede possono mettere nell’urna.

Ci è tornata immediatamente alla memoria la storia di quella popolana napoletana accusata e condannata perché vendeva sigarette di contrabbando, la quale, per evitare il carcere, sfornava figli a ripetizione, in modo che ogni volta che gli agenti si presentavano a casa sua per arrestarla, lei si faceva trovare con un nuovo prorompente pancione. Una storia vera degli anni Cinquanta portata poi magistralmente sugli schermi da Vittorio De Sica nel film Ieri, oggi, domani, con Sophia Loren nella parte della popolana e Marcello Mastroianni in quella del padre “fattore”.

Già vediamo schiere di madri e di padri con frotte di pagnucolanti creature al seguito che si presentano negli uffici elettorali di partiti, associazioni e singoli parlamentari a chiedere, al grido di “dotto’ tengo famiglia”, favori o posti di lavoro in cambio di un nutrito “pacchetto” di voti. Che il buon Sacconi abbia trovato il sistema per arrestare ll preoccupante calo delle nascite in Italia?

Forse, in questo nostro disgraziato paese, è arrivato il momento di preoccuparsi più del quoziente intellettivo che del quoziente familiare.

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