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Dic
10

Razzismo… all’incontrario


“Abbiamo lavorato, assieme all’Associazione Senegalesi di Firenze e Circondario ed assieme all’Ambasciata d’Italia a Dakar per organizzare una serata di musica e parole che potesse dar voce all’intera città per ribadire che Firenze non dimentica e che l’odio razziale non le appartiene. Il ricavato sarà interamente devoluto alle famiglie delle vittime della strage razzista che ha causato la morte di due persone ed il ferimento, in un caso in maniera gravemente invalidante, di altre tre.” Stefania Saccardi Assessore al Welfare del Comune di Firenze
Questo è in sintesi il volantino che sta girando a Firenze in occasione della ricorrenza dell’uccisione di un anno fa di due senegalesi in Piazza Dalmazia a Firenze. Il Comune di Firenze vuole ricordare in questo modo un fatto grave accaduto in città causato dalla mente di uno squilibrato una fredda mattina di inverno. Certo siamo fortunati noi a Firenze oppure in Italia, l’anno scorso abbiamo avuto solo questi due ragazzi uccisi nella cronaca nera, quindi ci possiamo permettere anche il lusso di ricordarli, perchè in Italia succedono così di rado questi episodi. Svegliandomi però dal torpore mediatico mi accorgo che in Italia anche nel 2011 ci sono stati numerose morti, ad iniziare di quelle sul lavoro, quelle violente, quelle degli omicidi stradali, quelle procurate dallo Stato ai danni di persone non più in grado di andare avanti, da quei due ragazzi uccisi da quello stesso sistema che porterà cantanti e attori sul palco del Palasport di Firenze per ricordare i due senegalesi. Non mi sembra che per loro sia stato fatto qualcosa ne tanto meno aver dato sostegno alle loro famiglie. Eppure di iniziative ce ne sarebbero da fare per poter dare un pò di sollievo a chi è rimasto qui sulla terra non avendo più il sostegno del loro caro che portava a casa il mensile per andare avanti. Ah già, purtroppo per essere riconosciuti nella solidarietà bisogna essere “neri”, africani, rom, forse anche un pò cinesi, perchè fa molto umanitario tutto ciò. Cosa aiutiamo a fare un disgraziato italiano di merda, magari un giovane nato a Trieste, che per racimolare quattro euri, muore nell’allestimento di un palco per un concerto? Cosa ce ne frega della moglie dell’operaio morto all’Ilva? Oppure della famiglia falciata sul manto stradale da un demente senza patente? Centinaia di episodi che dovrebbero far riflettere ed essere portati sul banco della solidarietà nella stessa maniera dei due ragazzi senegalesi. Ma non c’è peggior razzista di chi nega di esserlo, perchè è dal momento che lo dichiari che hai già fatto una distinzione. Io vedo solo persone con la pelle marrone, rosa, bianca, giallognola, rossastra, bionde, more, castane, alcune brave altre no, come lo è sempre stato. Vedo dei disadattati “rosa” come “marroni”. Vedo dei “gialli” lavorare stivati nei laboratori. Cara Saccardi, il razzismo nasce proprio da questi comportamenti, ma non verso i senegalesi, verso tutti gli altri che hanno la sfortuna di non essere “neri”. Tempo fa ad una scolaresca in Palazzo Vecchio l’assessore all’istruzione Di Giorgi disse che “era un dovere morale lasciare l’euro del carrello agli extracomunitari alla coop”. Perchè? Con un euro ti lavi la coscienza e poi torni nel bel salotto con vista su Firenze. Il giorno dopo il concerto tutto sarà uguale al giorno prima, nulla sarà cambiato, se non nelle coscienze di chi parteciperà a questa pseudo solidarietà, potendo dire “io c’ero, ho dato la mia testimonianza e ho fatto qualcosa”. In realtà avete solo incentivato il razzismo, quello vero, ghettizzando una o più “razze” rendendole veramente differenti… Firenze purtoppo è razziale…

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