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Dic
06

REFERENDUM, UN ANNO DOPO

dallarete01


La vittoria del NO al referendum un anno fa pareva dovesse cambiare le cose.
In un comune carnevale, abbiamo visto sfilare assieme Berlusconi e quegli stessi nemici che solo pochi anni prima di lui dicevano tutto il peggio possibile e avrebbero voluto vederlo se non impiccato, quantomeno in galera, grillini e montiani, leghisti e bersaniani, giustizialisti e berlusconiani, tutti accomunati dal dire NO, senza sapere cosa proporre in cambio.
Cosa è rimasto di quel carnevale? Cosa è rimasto della danza di Andrea Scanzi sulle note di un famoso pezzo dei Pink Floyd? Il nulla assoluto.
A sentire loro, oggi in Italia la democrazia dovrebbe essere migliore.
Invece ci avviamo alle elezioni del 2018 in un quadro politico sempre più incerto, con elezioni che confermeranno il tripolarismo congenito della politica italiana che si risolverà in un nulla di fatto totale.
In sostanza, che vincesse il NO ne è valsa la pena? Secondo me, è proprio il caso di dirlo, NO.
E se ve lo dice uno che ha sempre detestato il PD con tutto se stesso, ci potete credere.
Ma indipendentemente da tutte le legittime opinioni contrapposte, resta un fatto incontestabile.
Senza riforme istituzionali, questo paese non riparte.
P.S. E’ già passato un anno e sembra ieri. Non so voi, ma la cosa mi pare inquietante.

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