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Giu
20

« Ricatti di mala politica »

I


l vice presidente del Senato Maurizio Gasparri, ha tuonato urbi et orbi che ci saranno dimissioni di massa dei parlamentari del Popolo della Libertà in caso di conferma dell’interdizione ai pubblici uffici per il leader Silvio Berlusconi.
Sommessamente milioni d’italiani, ha questo ferale annuncio, si è subito accesa la lampada “e sti cxxi” ; parimenti sui network una valanga di motteggi, passando da quelli goliardici a quelli decisamente grevi ; i peone del Pdl non sono nuovi a boutade eclatanti come quella fatta al tribunale di Milano. gasparotto Quindi dopo le prescrizioni, leggi ad personam, s’aggiunge con minacce la richiesta di un salvacondotto, essendo il personaggio al disopra delle legge, l’asserto “la legge è uguale per tutti” non lo tange ; la legge si deve piegare ai suoi desiderata senza se senza ma.
Ma alla voce del Gasparri, ci sono anche altri che non la pensano come lui , Mara Carfagna e Giancarlo Galan sono contrari a questa ipotesi, più lapidario è stato Verdini : «Nel Pdl ognuno è libero di fare ciò che vuole».
In perfetto politiche ossequioso il Sandro Bondi. : « dovere morale di testimoniare anche con le dimissioni da parlamentare il proprio alto senso della giustizia e dello Stato di diritto se dovessimo constatare un pregiudizio e un continuo accanimento politico» ; una esternazione salivante di cieca fedeltà.
Ma da cotanto allievo, dalle smentite con salto carpiato del supremo maestro, si è affrettato a precisare che : ‘Ho più volte detto che se qualcuno pensasse a un’assurda espulsione di Silvio Berlusconi dalla vita parlamentare, o per via giudiziaria o votando in Parlamento la sua ineleggibilità, l’indignazione per un fatto tanto grave sarebbe generale”
Da applausi a scena aperta, una boutade senatoriale d’alta scuola politica, ma adesso la Consulta si è espressa “forte e chiara”, con ul bel ‘NO’ secco al legittimo impedimento.
Fatto risalente, all’epoca dei fatti premier, a partecipare all’udienza del primo marzo 2010 del processo Mediaset, la Corte Costituzionale ha respinto il conflitto di attribuzione tra poteri sollevato da Palazzo Chigi nei confronti del tribunale di Milano, dove era allora in corso il procedimento.
Procedimento, per il quale il “ il povero perseguitato”, è stato condannato in primo grado e in appello a 4 anni di reclusione; sbucciandone tre perché coperti da indulto), con l’aggiunta di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, e che nei prossimi mesi approderà in Cassazione.
Insomma i legulei ci hanno provato, fidando dell’aiutino, ma questa volta sembra che il vento della Giustizia stia cambiando, i suoi giochetti dilatori questa volta non sono stati buoni ; ed i magistrati l’hanno ben sottolineato nel dispositivo di sentenza.
Adesso, ci resta da vedere se ci saranno quelle dimissioni in massa, oppure manipoli dell’esercito dii Silvio faranno una marcia su Roma, di vecchia memoria, bello un cinguettio di Carlo Vighi ‏: “Arrivano giorni difficili, per il caldo estivo ma anche per il caldo politico che con le correnti fredde della Magistratura provoca tempeste” ; non ci resta che aspettare.

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4 commenti

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  1. Gianni Di Quattro scrive:

    un uomo agiato, ricco forse, che ci ha guidato e ci guida da anni e che secondo me non avrebbe la statura per guidare una gita in campagna.
    circa un minuto fa · Mi piace

  2. Piero Paris scrive:

    Accanimento Giudiziario.
    L’Italia è forse l’unico paese dove la magistratura non è tenuta a provare la colpevolezza di un indiziato. Ma è l’indiziato stesso a dover provare la sua innocenza.
    Di sciagurati processi nel Bel Paese se ne fanno tanti, per i quali la Corte Di Giustizia Europea da sempre sta condannando il popolo italiano a pagarne, non solo le relative spese, ma anche il previsto risarcimento danni.
    Pertanto, finché questi sedicenti tutori della legalità continueranno a restare immuni da responsabilità, i codici, quel marasma di leggi, decreti e codicilli che non ha paragone nel resto del mondo, resteranno solo degli strumenti goffamente stravolti per incompetenza o volutamente manipolati per servire lo strapotere di certe ideologie.
    – da CocoMind.com – La voce del dissenso

  3. Francesco Iagher scrive:

    Che vi siano casi di mala giustizia sono perfettamente d’accorto con te, ma quando qualcuno usa le istituzioni per aggiustarsi la Giustizia, la musica cambia.

  4. Anna Mazzone scrive:

    me lo vedo in campagna…lupo ululì castello ululà…

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