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Gen
30

Riflessioni

vacca_boia


Non è la prima volta che accade, né la prima che se ne parla.
Gli insulti in sede parlamentare, da qualunque parte provengano, sono sempre una vergogna per un paese civile.
Che sia uno sbarbatello, fanatico, presuntuoso ed insolente a pronunciarle o un anziano maneggione di partito poco importa.
Si può essere taglienti ed incisivi anche rispettando le regole del galateo, cosa evidentemente sconosciuta a tanti poveri falliti di provincia, aizzati da buffoni altrettanto falliti nel loro mestiere di giullare.
La maleducazione non ha scuse. Difendere tali individui vuol dire essere della loro stessa pasta ed estrazione sociale.
La maggior parte degli italiani è convinta dell’assoluta malafede delle istituzioni e dell’operato della politica italiana, ma altrettanto contraria ad apparire becera e cafona agli occhi del resto del mondo.
Ci siamo tanto stupiti e lamentati delle corna nelle foto ricordo di Berlusconi e dei suoi cucù alla Merkel, così come dei relativi commenti a livello internazionale. Chiunque abbia viaggiato all’estero è tornato a casa con il ricordo di qualche giudizio spiacevole sull’Italia.
Non è che certe uscite balorde in Parlamento siano qualcosa di migliore.
Peggio ancora le risse da saloon, che riportano all’epoca del Far West – se non a quella ancor più oscura del fascismo – quello che dovrebbe essere il luogo del dialogo per eccellenza.

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