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Feb
21

« Riforma del lavoro, leggenda metropolitana »


Ormai sono decenni che se parla, ma una vera riforma sostanziale è rimasta sempre nei verbi difettivi dei vari governi, sempre preoccupati del proprio elettorato, che non del problema globale.
La base storica della riforma del lavoro, è da ricondursi alla legge 20 Maggio 1970, quando vene adottato lo ‘Statuto dei lavoratori’, poi via via negli anni sono state apportate modifiche, ma senza mai entrare nel vulnus del problema. E’ il solito campo di battaglia tra politica e sindacati, ognuno tira l’acqua al proprio mulino, e gli elettori/lavoratori restano invischiati nelle loro sterili diatribe, lasciando i problemi irrisolti.
Adesso con l’avvento del ‘governo tecnico’, dovrebbe forse vedere la luce, qualcosa di sostanziale in questo annoso e spinoso problema, tanto da percepire come un diktat le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti, rilasciate davanti alla comunità finanziaria a Piazza Affari : “La riforma del lavoro sarà approvata entro fine marzo, anche senza l’accordo con le parti sociali”.
Di certo, il risolvere tale problema è un compito titanico, vista la situazione dei disoccupati e dei precari, ridare impulso al mercato del lavoro e far rifiorire l’occupazione, è un grande puzzle da comporre con i vari ministeri preposti.
La mancanza di crescita, oltre che favorita dalla crisi internazionale, è dovuta al soffocamento burocratico e fiscale delle imprese, alla corruzione ed evasione fiscale che ha raggiunto cifre enormi ; ma non per ultimo la miopia dei vari governi che si sono succeduti.
Quando si leggono certe dichiarazioni, fatte da uno della ‘casta’ nella bambagia dei suoi privilegi e prebende : “Chi guadagna 500 euro e’ uno sfigato per varie ragioni e per fortuna sono pochissimi in Italia”, meriterebbe il famoso pernacchio di edoardiana memoria.
Questa dichiarazione è la summa dello scollamento tra politici e base, quando si mente sapendo di mentire, ed inevitabilmente rinfocola quello spirito di antipolitica, perché s’offende chi vive di solo Assegno Sociale o la Cassa Integrazione è ridotta al minimo ; non tutti hanno la fortuna di vivere all’ingrasso nel trogolo della politica.
Il mondo ed i mercati sono in piena evoluzione, questo è il momento per ricreare le stesse condizioni di un famoso boom economico, mettersi intorno al tavolo e costruire un futuro per i nostri giovani, e ritrovare per tutta la dignità di un lavoro, o una pensione per vivere non per sopravvivere.

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