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Set
03

« Riprendiamo il calamo o meglio la tastiera »


La pausa agostana non ci ha lasciato senza i nostri bravi della “casta”, anzi ci ha dato una certezza dalla caduta della prima Repubblica, che è anche sbagliato, alla seconda nulla è mutato; il brodo di coltura ha partorito geni modificati ma nel senso della voracità.
Abbiamo vissuto, da quell’epoca, di proclami facciamo questo facciamo quello, ma senza mai fare una beata cippa lippa ; o meglio hanno fatto gli affari loro nella maniera più spudorata.
Leggendo in questo mese quotidiani e settimanali, la migliore fotografia l’ha fatta un lettore (SV), che dipinge a sue parole :« E’ stata una legislatura infame, governata da pseudo politici incapaci, ignoranti, millantatori e voltagabbana. Politici che hanno rispecchiato e difeso il peggio del carattere italiano ».
Meglio di una radiografia in tre D vistavision e panascope oserei dire, come non dargli torto, i bravi parassiti della casta hanno chiuso bottega dal 9 Agosto e si faranno rivedere, si fa per dire, il 5 o forse il 6 di settembre un pausa al loro infaticabile lavoro.
A proposito, per vedere come lavorano basta andare su OPENPOLIS (http://www.openpolis.it/), da farsi venire un conato d’antipolitica, in via di massima tre giorni per una manciata di ore ; ma il bello, che a malapena l’otto per mille dei loro sforzi neuronici per farne “legge”, sono solo partigianeria da orticello elettorale.
Un esempio su tante . “Le disposizioni per valorizzazione dell’Abbazia di Cava dei Tirreni” , oppure “l’istituzione del premio annuale Arca dell’Arte Premio nazionale Rotondi ai salvatori dell’arte” ; credo che basti così, mi sembrerebbe infierire sul lettore.
Non da meno il nostro bravo sobrio governo tecnico, ci ha ridato una faccia presentabile da quella postribolare, ma a trombe e trombette non difetta ; ma ad onor del vero è sotto ricatto da quella innaturale maggioranza, che di certo non vuol metterci lo zampino per rimanere col cerino in mano e fare la figura del bastian contrario.
Qualcosa di buono l’ha fatto, tanto da ridare quella credibilità perduta nel burlesche, ma i famosi tagli alla casta ben poco s’è visto, vero è che si sono difesi con le unghie con i denti dai rimborsi, all’agendine all’auto con autista e pensioni da nababbi; come al solito hanno tartassato i soliti noti lavoro dipendente e pensionati.
Che dire poi della storia del Colle, credo che la riflessione fatta da Mario Sechi sul suo editoriale (Tempo 1/9/2012) sia illuminante : “Nessun partitante con un po’ di esperienza mette in piedi un così sgangherato teatrino dei pupi senza avere la sapienza di un puparo” ; ma il dubbio del mano longa patonziana è forte.
E questo è solo l’inizio figuriamoci che arriva dopo.

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1 commento

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    Gianni di Quattro scrive:

    sì io concordo con l’ipotesi del procuratore Grasso anche perchè è sempre stato così, soprattutto nelle storie di mafia e di potere…….qualche puparo c’è e forse più di uno …pupari che operano di conserva senza parlarsi sapendo e ignorandosi…così si fa quando coincidono interessi che non si possono difendere alla luce del sole..
    Del resto il procuratore di Caltanissetta dice che i nomi sono conosciuti…quindi parla al plurale…e parla di gente che fa tutto questo per il potere…solo per il potere…si chiama collusione virtuale e funziona

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