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Nov
29

Sbalordimento mondiale di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


La decadenza del Cavaliere conquista i giornali di tutto il mondo. Ma la reazione non è dovuta alla decadenza, che tutti definiscono ”cacciata dal Senato”. Riguarda lo sbalordimento per la durata complessiva dell’esperienza del Cavaliere: dalla discesa in campo in piena tangentopoli al successo della crociata anticomunista (a muro di Berlino ormai dissolto), all’uso personale, sfrenato e sapiente, dei media grazie al macroscopico conflitto di interessi, alla sempre aperta guerra contro la magistratura nonostante , anzi proprio perché personalmente implicato in vicende giudiziarie di ogni tipo. Fino allo scontro conclusivo sulla legge Severino.
Emergono da tutto questo una responsabilità ed una inadeguatezza della sinistra nel suo insieme, nella incarnazione dei vari Occhetto, Prodi, D’Alema, Veltroni, Bersani, Vendola, Ferrero e via elencando. Non sono apparsi abbastanza convincenti, sono rimasti impigliati, ciascuno a modo suo e in misura diversa, nella ragnatela mediatica e nelle promesse da paese dei balocchi di Berlusconi. In questo senso lo sconcerto e lo scandalo dell’opinione pubblica internazionale non sono tanto per la decadenza quanto piuttosto per la durata così a lungo di un politico come Berlusconi che è riuscito a turlupinare tanto a lungo la maggioranza dei cittadini italiani.
Se in certo senso l’analisi è plausibile, riemerge con forza la domanda di cosa accadrà con il Cavaliere fuori dal Parlamento, ma che annuncia con piglio battagliero di non volere rinfoderare la sciabola, chiama a raccolta le sue milizie fidate convinto che corrispondano ancora alle adunate oceaniche di un tempo e ai milioni di voti del passato. Su questo terreno c’è una sfida diretta con Alfano ed il suo gruppo, che ostentano forse troppa sicurezza pur avendo compiuto una operazione politica coraggiosa ed impegnativa.
I problemi maggiori sono però a sinistra con Matteo Renzi quasi certamente nuovo segretario del Pd. La questione principale non è però la conquista della segreteria, ma la nuova linea politica del partito. Certe differenziazioni polemiche rispetto al governo, certe sottolineature di novità che il nuovo Pd dovrebbe imporre al governo Letta sembrano dettate più dalla campagna per le primarie che da concrete e praticabili iniziative. Il presidente del Consiglio non pare del resto avere demeritato con le cose che è riuscito a fare – pur tra innegabili difficoltà – e con quello che ha promesso in vista della presidenza italiana del semestre europeo. Piuttosto per tutti gli attori politici il problema principale sarà capire se il torero Berlusconi resta sempre al centro dell’arena, ancora con qualche mesto coro di applausi, oppure si avvia comunque verso l’uscita di sicurezza. Domenica scorsa a Copenaghen – girando tra i tanti banchetti natalizi davvero splendidi – ho scoperto in vendita una bibita-mango e arancio con la scritta: ”More immunity than berlusconi”.

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