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Ott
02

Scherzi a parte di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Credevamo di averle viste tutte, ma quando c’è di mezzo uno come Berlusconi non puoi mai dire mai. E’ sempre stato un maestro di menzogne e pagliacciate ma, sinceramente, non lo pensavamo capace di tanto. Ci ha portato in giro per giorni e giorni, ha sparato a palle incatenate contro Letta e Napolitano, contro il loro indigeribile e indifendibile “governo delle tasse”; ha annunciato il voto di sfiducia anche quando Angelino Alfano e i ministri del Pdl lo invitavano a ripensarci e minacciavano la scissione; è arrivato stamattina al Senato confermando a destra e a manca che avrebbe mandato il governo all’aria; e alla fine, al momento della dichiarazione di voto, ha spiazzato tutti (tranne, a onor del vero, Casini che fino all’ultimo poco ci credeva) ha rivoltato la frittata, dicendo sì a Letta.
Ora, da un uomo di tal fatta non acquisteremmo non solo un’auto usata, ma neppure una spilla da bàlia: ci sarebbe di certo la fregatura e prima o poi ce ne pentiremmo. Ecco, a maggior ragione Enrico Letta deve andarci con i piedi di piombo. Il suo governo aveva i numeri per continuare il proprio lavoro, grazie ai ministri e ai parlamentari di buon senso che erano pronti a formare un nuovo gruppo per consentire la sopravvivenza all’esecutivo. Ebbene, a questo punto, quel gruppo deve comunque formarsi, a garanzia di ogni eventuale (e probabile) ripensamento del Caimano e dei suoi scudieri. Altrimenti – e sarebbe la cosa peggiore – la politica darebbe l’impressione a tutti gli italiani di essere stati protagonisti di una puntata di “scherzi a parte”. Un’altra mazzata alla credibilità di una già traballante classe dirigente.

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