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Ago
26

Scudi umani alla Fiat di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


Si vede proprio che nella Fiat non c’è più un Agnelli (l’ultimo di loro che ha le mani in pasta è, infatti, un Elkann che dell’Avvocato per antonomasia, Giovanni, e del di lui fratello, Umberto, non ha obiettivamente la stoffa e che, di conseguenza, lascia far tutto al bizzoso e spregiudicato amministratore delegato, Marchionne.
Il pretesto è l’attesa delle motivazioni alla sentenza del 16 luglio scorso, con le quali il giudice torinese Ciocchetti accusò e condannò la Fiat per attività antisindacale respingendo simultaneamente il ricorso della Fiom contro la costituzione di una nuova società a Pomigliano. E del tutto sconcertante appare la scelta marchionnesca di bloccare, nelle more, gli investimenti su Mirafiori e Grugliasco: un autentico ricatto finalizzato a garantirsi una non meglio precisata “certezza di governabilità degli stabilimenti”.

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