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Gen
30

Se il Cavaliere finisce nel pallone di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Accadono cose straordinarie che dovrebbero essere in grado di provocare un innalzamento di livello della campagna elettorale tanto fracassona quanto inadeguata se non inconcludente. La Fiat annuncia che non chiuderà stabilimenti in Italia nonostante le grandi difficoltà dell’industria dell’auto. Il Censis lancia l’allarme sui rischi delle imponenti trasformazioni della famiglia in Italia alle prese con una denatalità crescente; con il dato di 400 separazioni ogni mille matrimoni e la prolungata permanenza dei figli in casa dei genitori fin oltre i 35 anni; la bomba sul Monte dei Paschi che quotidianamente esprime nuovi elementi corruttivi e inquietanti interrogativi ancora senza risposta anche sulle autorità di controllo; Bersani che vuole sbranare a destra e a manca ma ragionevolmente rivolge a Monti l’invito ad una seria riflessione specie per la situazione in Lombardia e il timore che la lista civica del professore possa favorire il candidato della Lega dopo le capriole di Formigoni : Vendola che ad ogni piè sospinto attacca Monti , mentre Ingroia considera il presidente del Consiglio peggio di Berlusconi e si paragona in qualche modo a Falcone con reazioni indignate della Bocassini e della sorella di Falcone.
Tutti elementi insomma che caratterizzano il grande frullato del dibattito in corso e che rischia di trascinarsi in modo non esaltante chissà per quanto tempo. Ma in questo contesto fa irruzione il ritorno in patria di Mario Balotelli, pronto a vestire – con un esborso considerevole di milioni – la casacca del Milan. Berlusconi è sempre lo stesso e cosa non farebbe per placare il popolo milanista sperando che si trasformi in sostegno elettorale al suo progetto. Il mondo del calcio resta il più grande spettacolo del mondo e Berlusconi è sicuramente uomo di spettacolo e fantasiosa inventiva. Basta ricordare da ultimo i siparietti da mattatore nella trasmissione di Santoro. Le tante capriole dopo l’iniziale proposta a Monti di”federare” i moderati, e i successivi attacchi quotidiani sulle responsabilità di palazzo Chigi nel fallimento del Paese e negli attacchi all’Europa e alla Germania, il tutto nella più irresponsabile delle posizioni anche se è vero che “Parigi val bene una messa”.
Proprio per questo l’operazione Balotelli ha un valore simbolico ulteriore in quanto il Mario nazionale è stato quello che ha inflitto i 2 goal alla Germania, mentre la Cancelliera Merkel fremeva avvilita in tribuna durante la partita Italia-Germania agli ultimi europei.
Non si finisce mai di stupirsi perchè il Cavaliere è inesauribile. L’ultima è rappresentata dal rifiuto dei faccia a faccia elettorali previsto già dalla Rai per sabato, in quanto lui è disposto al massimo ad accettare il confronto a tre con Bersani e Monti, ma mai quello “esagonale “ anche con Giannino, Ingroia e Tremonti. Eppure in tutte le democrazie i “faccia a faccia” costituiscono i momenti centrali del confronto, sperimentati di recente anche per le primarie del partito democratico, prima su Sky , poi sulla Rai-tv. Nulla di esaltante ben inteso, ma nessuno ha osato proporre di trasmettere monologhi dei singoli candidati o di ridurre il confronto a Renzi e Bersani. Mi era capitato nella primavera del 1994 di realizzare una tribuna politica tra Prodi, Berlusconi e Bossi, nella circostanza singolare di un Berlusconi alleato con la Lega al nord e Alleanza Nazionale al sud. Situazioni singolari, dovute alla complessità e frammentazione del nostro sistema politico e del bipolarismo all’italiana che non ha certo dato grandi frutti. Anzi la sciagurata condizione si è ulteriormente deteriorata con l’introduzione e il mantenimento colpevole dell’orribile porcellum. Quello che non è mai cambiato in questi ultimi venti anni è proprio Berlusconi che , ad eccezione del “ decantato” duello con Achille Ochetto negli accoglienti studi del Tg 5, ha sempre rifiutato di misurarsi sia con Rutelli che con Veltroni .
Naturalmente nessuno può imporre ad un candidato di cimentarsi in un faccia a faccia se non lo desidera e toccherà ai cittadini elettori giudicare e trarre le proprie valutazioni. Sarebbe a nostro avviso grave tuttavia che la commissione di vigilanza e la dirigenza Rai rinunziassero, difronte al gran rifiuto del Cavaliere, alla formula del confronto diretto tra i candidati, piccoli e grandi che siano in ragione delle previsioni dei sondaggi. Può essere comprensibile la richiesta di avere maggior tempo per illustrare proposte e programmi e motivare le ragioni della richiesta di consenso agli elettori. Ogni sforzo pertanto va compiuto per favorire il massimo del confronto dialettico nello spirito di un sostanziale e ragionevole rispetto – non meccanico- della par condicio. Il servizio pubblico Rai cerca non senza fatica, di rispettarla nei telegiornali e nelle trasmissioni di intrattenimento, non si capirebbe una rinuncia “ai faccia a faccia” proprio nelle trasmissioni politico-elettorali in un momento da tutti ritenuto estremamente delicato e grave, con il rischio ben consistente di astensionismo .

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1 commento

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    Collin Higgins scrive:

    La comica Sabina Guzzanti si lascia andare ad un consiglio a Bersani. Infatti, il politico dovrà ritrovarsi più volte faccia a faccia con Silvio Berlusconi nelle varie trasmissioni televisive. Ecco il messaggio su Twitter: “Non incontrare Berlusconi in tv, snobbalo, trattalo per quello che è. Guadagnerebbe solo lui nel confronto”.

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