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Mar
10

« Senilità da movimento »

il_leghista

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ensavamo, che dopo le sputacchianti e rutteggianti farneticazione dell’ex capo cispadano, avevamo giusto l’erede Salvini a spararne delle sue, in fondo era ed è il ruolo dei politici cispadani, quello di sputare nel piatto dove mangia per raccogliere consensi popolari.
All’improvviso, dal megafono cibernetio, il paraguru stellate definisce l’Italia “un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme” ; prima reazione è che qualche neurone gli sia andato in corto circuito.
Poi, leggendo dal pultito cibernetico della voce suprema, si scopre la boutade :
“E’ chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti. Le Regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino. Una pura rappresentazione senza significato … per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle Due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene. E se domani…”.
Mentre arrivano i vari commenti dei media e dei politici, quelli del Carroccio vanno in riflessione mistica, ed il segretario Matteo Salvini gli alletta l’idea di una battaglia comune ; ma da buon cispadano esterna : “Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega”, ma se da lui non ci saranno “solo parole … fra M5s e Lega sarà una battaglia comune ..” ; e giusto per provare le intenzioni di sostenere sin da ora il referendum per l’indipendenza del Veneto.
Non ci bastavano i leghisti a far “sfascia Italia”, adesso anche quelli dell’asilo Mariuccia, si può solo far affidamento che abbiano “cum grano salis” nei neuroni ; capire che ormai è una deriva delirante di egocentrismo, gettare all’ortiche l’unità d’Italia per i deliri di due capipopolo, il cui unico modo di far proseliti è il linguaggio scurrile ed arrogante, eleggendosi a tribuni del popolo.
Nella rete è arrivato di tutto e di più, Twitter e Facebook inondati di post come sempre a favore o contro ; ma non pochi incominciavano a nutrire qualche dubbio sulla tenuta del movimento viste le ultime epurazioni.
Giusto un paio tra le tante decine :
– Decisamente al vetriolo un post di Gad Lerner : “Non prenderemmo sul serio l’ennesima giravolta del Beppe Grillo-pensiero (il ritorno alle civiltà millenarie di Venezia e delle Due Sicilia, peccato dimentichi lo Stato Pontificio) non fosse ch per una constatazione triste. A muovere questo signore che ha avuto già tanto dalla vita ormai è solo un desiderio di piccolo calibro. Lo dichiara, lo promette. A lui interessa prendere tanti voti. E’ lì che studia non come migliorare l’Italia o, chessò, come fare più soldi. A lui di riffa o di raffa, a destra o a manca, interessa solo conquistare più voti. Che modesto orizzonte personale!”.
– Ma il migliore resta Vittorio Zucconi : “ Geniale proposta di Grillo :torniamo all’Italia del 1814 (Congresso di Vienna). Abbiamo il nostro Metternich al pesto”
La senilità, quando si politica, è una brutta bestia, come dicevano i latini : “ne supra crepidam sutor iudicare (che il ciabattino non giudichi più in su della scarpa)”, ergo meglio tornare al vecchio mestiere che forse gli riesce ancora.

pensiero_crucco

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