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Mar
17

Senza un nemico Grillo perde le staffe di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Grillo avrebbe voluto che presidente del Senato venisse eletto il berlusconiano Schifani? Sembrerebbe di sì, vista la veemenza con la quale apostrofa quei senatori del Movimento 5 Stelle che con il loro voto hanno invece consentito l’elezione dell’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Li accusa di aver violato il “codice di comportamento degli eletti Cinquestelle” (il che non è vero, perché nella riunione del gruppo è stata decisa la libertà di voto) e addirittura li definisce “traditori”, invitandoli a dimettersi.
Questa furente reazione dimostra – ammesso che ve ne fosse bisogno – che il comico (mica tanto: c’è poco da ridere!) persegue come obiettivo il “tanto peggio tanto meglio”, la distruzione non della “vecchia casta” ma delle istituzioni, incurante del disastroso aggravamento che ne potrà derivare alla vita del paese. E per perseguire questo obiettivo avrebbe voluto e vuole o che salti tutto o che, per evitarlo, le altre forze politiche presenti in parlamento siano costrette ad un qualche accordo che poi consentirebbe a lui di additarle al pubblico disprezzo come pronte all’inciucio e al “mercanteggiamento delle poltrone”, nella speranza che un ritorno alle urne gli consenta di avere ancora più voti per la sua opera demolitrice.
Evidentemente la mossa a sorpresa del Pd, con la indicazione per i vertici parlamentari di due persone del livello di Grasso e Boldrini, nuove alla politica, non catalogabili negli schemi che lui ha usato come bersaglio in campagna elettorale, (la cui scelta giustamente e intelligentemente alcuni eletti del suo movimento avevano ascritto a proprio merito), ha fatto perdere le staffe a Grillo e a Casaleggio. Il loro disegno strategico traballa: si ritrovano senza nemico, o con un nemico scarsamente demonizzabile. E loro, invece, di un nemico non possono fare a meno.
Ma quanti italiani e quanti di coloro che gli hanno dato il voto sono disposti ad assecondarlo nello sfasciare un paese già in ginocchio? Quanti sono disposti ad accettare che altri mesi di campagna elettorale continuino a far accantonare e rinviare le azioni di governo necessarie e urgenti? Quanti italiani dimenticheranno che il Pd l’anno scorso rinunciò a vincere le elezioni, cosa che aveva a portata di mano dopo il crollo di Berlusconi, pur di non infliggere al paese una logorante campagna elettorale? Quanti rinunceranno a fare il paragone tra quel comportamento e le mire elettorali sempre più espansive e voraci del signor Grillo?

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1 commento

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    Gian Piero Buscaglia scrive:

    Ah, questi sedicenti “rivoluzionari”, sempre alla caccia di un “Nemico”! Senza di esso, si sentono “orfani”. Grillo-Casaleggio vogliono a tutti i costi l’inciucio sinistra-destra, per poterne fare argomento di campagna elettorale e incrementare ancora il consenso verso il M5s.
    Bersani & C. hanno giocato d’astuzia, riuscendo anche, nell’occasione, a lanciare un segnale (compiaciuto) all’Italia tutta: “Grasso Presidente = Noi siamo l’Antimafia ed il Bene; ergo, Mafia e Male stanno altrove”.
    Il Monopolio del Bene ne esce confermato. Manicheismo forever!

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