«

»

Mar
04

Serial lier di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


In un post pubblicato sul suo blog sotto il titolo “Il potere della menzogna” Beppe Grillo scrive: «Mentire è trendy. Dire ad alcuni ciò che vogliono sentirsi dire in quel momento e ad altri cose del tutto opposte è “politica”. Si dà per scontato che un mentitore seriale, “serial lier”, come Renzie, possa diventare, proprio grazie a questa sua capacità, presidente del Consiglio. Ciò che un tempo era una vergogna e portava all’isolamento sociale è oggi una virtù. L’Italia è stata educata alla menzogna per più di vent’anni. L’alfiere massimo è stato Berlusconi, sfacciato, solare nella sua improntitudine. La cosiddetta sinistra è riuscita spesso a superarlo con il non detto, con l’occultamento e il travisamento della parola, ad esempio gli inceneritori che diventano termovalorizzatori, che è un’altra raffinata forma di menzogna. Se Napolitano afferma che non si candiderà mai dopo il primo mandato e poi fa il contrario, se Bersani chiede i voti per “smacchiare il giaguaro” e poi diventa suo alleato di governo o se Renzie spergiura il falso sulle sue mire alla poltrona di Letta, il cittadino può solo mettere al sicuro i suoi risparmi e camminare rasente i muri. Non sono credibili, eppure occupano le più alte cariche dello Stato, condizionano l’economia, sono invulnerabili alla verità. Insomma la politica dall’arte del possibile è diventata l’arte della menzogna. Più è grande una menzogna (celebre ormai “La luce in fondo al tunnel”), più verrà creduta. La gente ha bisogno di credere al falso, perché la verità fa male. Chi mente crea speranze infondate e lo sa».
Grillo fa delle considerazioni acute e quasi tutte condivisibili. Siamo pronti a sottoscriverle, benché contengano un riferimento improprio: quello a Napolitano e a Bersani. Peccato che siano viziate da una piccola omissione: quella del suo nome nella lista dei “serial lier”.

Media 3.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*