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Dic
21

Siamo tornati sui mattoni


Ebbene si siamo tornati sui mattoni, ma non nel senso immobiliarista dell’impresa, bensì sono tornate le auto sui mattoni prive delle loro 4 ruote perchè rubate. Era dagli anni 80 che non si vedevano le auto sciacallate e questo la dice lunga sullo stato delle famiglie italiane. Oggi tutto è diventato un problema perchè la pressione fiscale impone sacrifici al popolo e non a chi lo governa. Il ceto medio adesso si trova ad un bivio: o regredisce verso il basso o conquista quel gradino in più per vivere dignitosamente. Il ceto medio quello vero, quello che comunque galleggiava e si toglieva piccole soddisfazioni sta lentamente sparendo e vi garantisco che saranno in pochi a salire verso l’alto. Bollo, assicurazione e adesso anche le gomme termiche, fanno si che bisognerà arrangiarsi e qualcuno lo ha già fatto. La contrazione dei consumi ha prodotto uno stagnamento della richiesta che influirà su tutti, perchè a quel punto si innesca una spirale che farà conservare quei pochi euri rimasti nelle tasche degli italiani più parsimoniosi. Ma nessuno deve essere al sicuro. L’unico posto per conservare i soldi sarà il vecchio materasso perchè il monitoring continuo dei nostri averi permetterà ad un fisco ingordo di sapere come e dove spenderai i tuoi soldi, lasciandoti a malapena lo zucchero per il caffè. E così mentre uno stato capeggiato da un laureato della Bocconi assorbe le nostre risorse non dando in cambio nulla, l’unica ancora di salvezza è e sarà il “nero” che gli artigiani faranno, che i cittadini pretenderanno, per tenersi in tasca quei pochi euri per godersi qualche scampolo di felicità, mentre i detrattori dell’evasione fiscale si ritroveranno con meno sabbia dentro al pugno, perchè da che mondo è mondo più lo stringi e più i granelli scivolano via. E la lotta all’evasione andrà a farsi benedire nella più classica delle uscite demagogiche pre elettorali. Hanno voglia a tuonare dai pulpiti e dagli scranni che il sacrificio “va fatto”. Per adesso vedo un popolo completamente alla deriva e stordito dai mille imbonitori televisivi e dalle false notizie che circolano. Non importa fare troppi sondaggi per vedere come stiamo: basta scendere in strada e affacciarsi nei negozi per capire che forse i Maya incominciano ad avere ragione.

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