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Mar
02

« Sondaggi, proiezioni e aruspici »


Con l’avvicinarsi delle amministrative, primo banco di prova, i vari partiti e loro rais, senza dar troppo nell’occhio sondano gli umori dell’elettorato ; dopo la debacle del governo precedente ed una opposizione evanescente sarà ben duro strombazzare programmi, costantemente disattesi.
Quello che è di bello, che sono tutti attaccati ai vaticini delle varie società di sondaggi, pendono letteralmente dalle percentuali, in un altalenarsi di sconforto e gaudio, inconsci di capire che sono solo dei numeretti messi li ma senza un vero contenuto reale. Su affariitaliani.it, una presentazione di Demopolis, che tasta il polso elettorale dopo i 100 giorni del governo tecnico,
leggi articolo,
Ma il dato eclatante, è quello che il 60% degli elettori,si sente meno rappresentato da questa classe politica.
Ciò dovrebbe far drizzare le orecchie a tutti gli schieramenti, perché la disaffezione è l’anticamera dell’astensione, quel famoso schieramento che sta crescendo a vista d’occhio ; al quale i soliti tromboni e populisti mirano di metterci su le mani .
Se prima si era felici e beoti, a credere alle panzane ammannite per anni , adesso se ne stanno pagando le conseguenze, adesso sono ancor più diffidenti ; hanno imparato la lezione della legge porcata elettorale, adesso devono metterci la faccia, troppo facile essere nominati.
Come si dice a Roma : “er santaro se frega na vorta sola”, e la fiducia in quei personaggi è ormai scomparsa da tempo, hanno saputo dare il peggio di se stessi.
Una volta si diceva che il partito dell’astensione era fatto da vecchi e sfiduciati, adesso si aggiungono le masse di giovani disoccupati e precari, chi ha perso il lavoro e chi è ancora senza pensione ; è un moltitudine da convincere con i fatti e non con le solite parole in politichese.
Farebbero meglio ad affidarsi alla vecchia monetina facendo testa o croce, perché se pensano di risolvere qualcosa con i vari sondaggi, allora non hanno capito la lezione.

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1 commento

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    Cettina de Giosa scrive:

    Il problema sta più a fondo: fino a quando avremo al governo gente che siede in Parlamento da più di 5, 10 anni, la situazione non potrà che peggiorare. Questi si sentono i padroni del paese, e scambiano la loro dittatura per democrazia.

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