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Dic
27

Sotto la panchina la capra campa di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Cerchiamo in genere di risparmiare ai nostri lettori le citazioni degli eleganti messaggi che il comico Beppe Grillo dispensa ai seguaci attraverso il suo blog. Ma l’ultimo contro Napolitano merita di essere citato. Eccolo nel suo integrale squallore: “Ogni anno a Capodanno, da tempo immemore, il presidente faceva un discorso al popolo. Questa tradizione si ripete forse l’ultima volta. A gennaio lo aspetta una richiesta di impeachment per la sua decadenza”. Che, spiega, “è un atto d’amore per consentirgli di godere un meritato riposo con la sua famiglia e di trascorrere serene giornate sulle panchine del Pincio con dei vecchi amici”.
Perché merita la citazione una così volgare declaratoria? Perché arriva meno di 24 ore dopo che Giorgio Napolitano è intervenuto con autorevolezza e decisione per invitare il governo a ritirare il decreto salva-Roma, benché avesse appena riscosso la fiducia della Camera, in quanto la selva di emendamenti lo avevano snaturato, introducendo voci di spesa assolutamente estranee all’oggetto originario del decreto. Napolitano, cioè, ha raccolto e dato ragione in sostanza ad una obiezione mossa insistentemente proprio dai deputati del movimento 5 stelle.
E allora come mai quel virulento attacco rivolto proprio a lui e proprio ieri dal capo del movimento? Non è difficile spiegarselo: il comico genovese trae dallo sfascio la ragione della sua presenza sulla scena politica italiana e quindi inveisce contro chi gli spunta quell’arma, come ha fatto Napolitano senza temere di dar ragione a una richiesta dei grillini. Una prova in più della sua capacità di mostrare gli attributi nella difesa delle istituzioni. Altro che impeachment, altro che panchina al Pincio!…

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