«

»

Lug
01

Stimolatori di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Anche Giorgio Napolitano è stato colto di sorpresa, mentre si trovava a Zagabria, dalla improvvisa sortita del professor Mario Monti (da lui, un anno e mezzo fa, prima nominato senatore a vita e poi incaricato di formare il governo tecnico), il quale, negli inconsueti panni di leader politico in quanto capo di “Scelta civica”, ha lanciato una sorta di ultimatum a Enrico Letta: “Se non ci sarà un cambio di marcia lasceremo la coalizione di governo”. Un messaggio minaccioso lanciato solo quarantott’ore dopo che su Rai3, ad Agorà, si era vantato di aver determinato la formazione del “governo di larghe intese”. Napolitano mitiga lo sconcerto ricorrendo all’ironia: “Faccio molta fatica a prestare un volto minaccioso al professor Monti, che ritengo voglia giocare solo un ruolo di stimolo”.
Ma l’uscita di Monti è stata seguita, poche ore dopo, da una lettera che i capigruppo di “Scelta civica” del Senato e della Camera hanno inviato a Letta per chiedere in sostanza una “verifica” tra le forze che compongono la maggioranza in modo da fissare i contenuti di un “patto di governo”. Insomma, anche Monti si è iscritto nella lista degli “stimolatori”, di cui è piena la comitiva delle larghe intese, e di cui fanno parte (parola di Berlusconi) Renato Brunetta e Sandro Bondi, Cicchitto e Santanché; ma il cui capofila rimane Matteo Renzi, che, a colpi di stimolazioni, cerca di tagliare ogni giorno un po’ d’erba sotto i piedi dell’amico Letta. Il quale, per tutta risposta, convoca una “cabina di regia”. Tutto come ai vecchi tempi: più che di “prima repubblica” si sente odore di Democrazia cristiana

Media 3.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*